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Legalità e riscatto, da Somma in Calabria per lavorare sui terreni confiscati alla ’ndrangheta

venerdì 28 giugno 2013


“E’ normale che esista la paura, in ogni uomo, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti”. Le parole di Paolo Borsellino, magistrato siciliano simbolo della lotta alla mafia, rispecchiano al meglio la grinta e la voglia di riscatto che Agostino Auriemma, ventottenne originario di Somma Vesuviana, mette in pratica giorno per giorno sui terreni confiscati alla ‘Ndrangheta di Crotone e Isola di Capo Rizzuto.
Laureatosi da pochi mesi alla Facoltà di Agraria (oggi Dipartimento) di Portici dell’Università degli studi di Napoli “Federico II”, è divenuto socio della Cooperativa sociale “Terre Joniche - Libera Terra” costituita lo scorso 31 gennaio. Insieme ad altri nove soci, gestisce i circa 100 ettari di terreno confiscati alla criminalità organizzata, destinati esclusivamente alla produzione di prodotti biologici che confluiranno poi in importanti aziende del mercato italiano.
Dopo aver partecipato lo scorso anno ad un corso di formazione creato per appunto dall’ associazione “Libera” di don Luigi Ciotti e dopo essere stato selezionato tra centinaia di persone, Agostino viene scelto per ricoprire il ruolo di agronomo all’interno della nascente cooperativa, tra la gioia ed il timore di far parte di un team di giovani impegnati contro il sistema criminoso.
Unico napoletano del gruppo (gli altri soci sono tutti calabresi), ha dovuto affrontare il distacco con la terra natia e l’integrazione in un contesto difficile e molto diverso sotto certi aspetti da quello in cui è nato e cresciuto, difatti come lui stesso ha affermato «Inizialmente ho avuto un po’ di disagi dovuti stesso al fatto che mi ritrovavo in un ambiente un po’ nuovo, ma subito sono riuscito a farmi accettare nel gruppo. In un primo step vi era un po’ di diffidenza da parte dei soci, ma poi abbiamo raggiunto un certo equilibrio. Resta il fatto che agli occhi della gente del posto risulto un po’ come l’estraneo, lo straniero, dovuto prevalentemente a un certo antagonismo tra calabresi e napoletani. Nei primi tempi, ho avuto un po’ paura del nuovo contesto in cui mi trovavo, specialmente dopo alcuni atti vandalici compiuti nei confronti della nostra cooperativa, ma aldilà la paura, in me c’è e c’è sempre stata una forza che mi spinge a combattere e ad essere forte anche perché nonostante la crisi che affligge il nostro paese, sto svolgendo un lavoro che compete con il mio percorso formativo».
Attualmente Agostino insieme ai suoi colleghi, è impegnato nella gestione delle attività formative e di volontariato del progetto “E!state Liberi!”, il cui obiettivo è quello di trasmettere la cultura della legalità e della giustizia sociale ai tanti volontari e volontarie che provenienti da diverse parti del nostro paese e del mondo, partecipano a lavori di pulizia dei campi e di ristrutturazione di edifici confiscati alla mafia locale.

Anna Esposito

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