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Sant’Anastasia - Gestione della raccolta dei rifiuti. Il Pd: “ Il Durc, era stato segretato. Sant’Anastasia ha bisogno di amministratori e amministrativi!”

martedì 2 luglio 2013, di Maria Beneduce

“Il primo atto, veramente operativo e importante, dell’amministrazione Esposito, dopo lo smantellamento dell’Amav, finisce nel cestino come carta straccia”. Ad esporre i fatti, le modalità e porre monito, il capogruppo consiliare del Partito Democratico, Giovanni Barone: “Tutte la amministrazioni asfaltano. L’arredo urbano (asfalto e aiuole fiorite) sono aspetti importanti, ma secondari, rispetto alla pulizia del paese e ai suoi relativi costi! Per gare d’appalto così importanti, sia per i costi sia per il tipo di servizio da rendere ai cittadini, non è possibile che si commettano errori tanto grossolani – tuona Barone - In questo modo perdono di credibilità i sedicenti bravi amministratori, e soprattutto si perdono tanti euro dei contribuenti. Sant’Anastasia ha bisogno di amministratori e amministrativi!” Non concede tregue la cronistoria dell’esponente del centrosinistra, il quale ricorda che nel 2012 , in seguito al bando di gara, alcuni consiglieri di opposizione avevano preparato una comunicazione da inviare al Procuratore della Repubblica di Nola; al Comando dei Carabinieri di Castello di Cisterna; al Comando dei Carabinieri di Sant’Anastasia; al Prefetto di Napoli; Sindaco pro tempore di Sant’Anastasia ed alla Responsabile della procedura di gara S.I.I.U.”, sottolineando che “Si preferì, poi, attendere i risultati del dibattimento innanzi al Tar Campania, a cui il Consiglio di Stato rinviò il giudizio”. Un servizio importante, quello della gestione del Servizio integrato dei rifiuti urbani, per il quale si rese necessario l’emissione del bando, “per la messa in liquidazione ed il successivo fallimento dell’azienda A.M.A.V. S.p.A., di cui il comune di Sant’Anastasia era unico proprietario. La gara, con importo di 18 milioni e 900 mila euro (oltre I.V.A.) per la durata di sette anni di affido del servizio, e che si è conclusa il 24 marzo dello stesso anno, con l’aggiudicazione provvisoria alla ditta G.I.S.A. s.r.l. Il 22/05/2012 con determina n. 593, la stazione appaltante ha provveduto ad aggiudicare la gara in via definitiva, e a concedere alla ditta G.P.N., affidataria del medesimo servizio sin dalla dismissione della società A.M.A.V., una proroga di quindici giorni“. Per i consiglieri che sottoscrissero il documento che non è, però, mai stato inviato “risulta che l’Ente abbia ritenuto idoneo il Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) della G.I.S.A. allo stato attuale, anziché quello storico. Si trattava, invece, di accertare la regolarità contributiva della ditta, alla data di pubblicazione del bando, alla data di sottoscrizione della domanda di partecipazione alla gara (avviata nel marzo 2012) e alla data dell’autocertificazione di regolarità contributiva (5 marzo 2012)”. Anomalie che un anno fa ed oggi vedono l’opposizione interrogarsi sul “ Perché la stazione medesima ha fatto richiesta per ben quattro volte del D.U.R.C. (in data: 21 maggio; 11giugno; 14 giugno e 6 e 7 c.a.), sempre con procedura erronea? Si tenga conto che in presenza di un documento contributivo irregolare, un operatore economico non può partecipare ad alcuna gara, tantomeno può esserne l’aggiudicatario. Se tanto è vero, il responsabile comunale del procedimento non poteva, in nessun caso, aggiudicare definitivamente la gara in data , in quanto risultava mancante un elemento documentale (D.U.R.C. storico) indispensabile. C’è poi l’anticipo del passaggio di cantiere. La commissione Trasparenza, cercò di approfondire il perché dell’assenza del documento che risultò segretato, ma senza ottenerne ne visione ne risposte.”

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