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Dopo le accuse della Fiat al monsignor Depalma, la solidarietà di Pd, azione cattolica e sindaci nolani

martedì 9 luglio 2013, di Gaetano Palumbo


L’infelice commento del responsabile dello stabilimento Fiat di Pomigliano riguardo la partecipazione di monsignor Depalma, vescovo di Nola, alla protesta del 15 giugno scorso contro la FIAT, ha scatenato un putiferio. L’invito a “non impicciarsi di politica industriale”, da parte del Sindaco, già di per sé poco opportuno nei confronti non solo del Vescovo, ma anche delle migliaia di famiglie del territorio che sono in difficoltà, si è aggiunto alle accuse dei vertici FIAT, mal digerite dal clero, dagli ambienti sindacali e politici e dal popolo dei cassaintegrati. La colpa del vescovo sarebbe stata quella di offrire il suo sostegno ai “violenti”, presenziando alla protesta organizzata da Fiom e Cobas. Immediate le manifestazioni di solidarietà a Monsignor Beniamino Depalma, giunte da più fronti. “Padre Beniamino non ha nulla a che fare con la violenza. Sin dal primo giorno di servizio pastorale nella Diocesi di Nola ha assunto uno stile orientato al dialogo con tutti che non escluda e non isoli nessuna componente sociale”, si legge nel comunicato stampa dell’Azione Cattolica della diocesi di Nola, che sottolinea inoltre che spesso “questo dialogo avviene in supplenza di quanto le aziende, le istituzioni e i sindacati stessi non fanno”.
Anche i sindaci dell’Agenzia locale di sviluppo dei Comuni dell’area nolana hanno espresso la loro solidarietà al Monsignore battendo sul fatto che “le sue sollecitazioni, i suoi moniti e perfino i suoi richiami più forti sono sempre stati ispirati alla legittima necessità di difendere i più deboli ed il diritto alla dignità di tutti”.
Giuseppe Esposito, capogruppo Pd al Consiglio comunale di Pomigliano d’Arco, definisce “inaccettabili i toni con cui i vertici FIAT e il Sindaco di Pomigliano si sono rivolti al vescovo di Nola”, esprimendo la solidarietà del suo partito.
L’attacco a Depalma giunge a poca distanza da quello alla Presidente della Camera, Laura Boldrini. Eppure proprio lui “non esitò per preservare il futuro di Fiat a Pomigliano a incoraggiare il “sì” al referendum sul nuovo contratto. Quella posizione, sofferta e meditata, mostra quanto il nostro vescovo abbia a cuore il bene comune e sappia compiere scelte impopolari” ricorda ancora l’Azione Cattolica.
All’odiosa offesa recatagli, il vescovo, sempre impegnato a 360° su un territorio problematico nel quale le istituzioni sembrano lontane ed indifferenti, ha risposto con parole misurate ma decise: “opera davvero violenza chi nega la speranza negando prospettive di futuro alle persone e alle famiglie”.
Non si può che sottoscrivere.

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