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Allarme salute: aumentano le richieste di esenzione tiket per tumori nel nolano

Alfredo Mazza: "Servono interventi forti di prevenzione e controllo del territorio, compreso un esodo della popolazione più esposta ai tossici ambientali"

giovedì 11 luglio 2013


Nola - Un altra evidenza del probabile nesso inquinamento e danni alla salute si aggiunge al desolante panorama campano. Nei giorni scorsi l’Asl Napoli 3 Sud ha fornito ai Medici per l’Ambiente i dati relativi ai codici di esenzione 048 per patologie tumorali maligne del distretto 49 di Nola. I dati sono chiari ed indicativi di un trend: i casi di cancro negli ultimi cinque anni sono in aumento.

"Lo dicono i numeri - fa notare Gennaro Esposito dei Medici per l’Ambiente - Negli ultimi cinque anni sono aumentati di quasi il doppio le richieste di l’esenzione ticket per patologie tumorali maligne (dalle 186 del 2008, alle 266 del 2012) e se consideriamo che quasi tutti ne beneficiano, visti i costi elevati delle cure, allora siamo vicini alla reale incidenza per queste patologie". Dopo il caso del distretto di Frattamaggiore-Casoria, dove le richieste di esenzione sono risultate triplicate nell’ultimo quinquennio, anche a Nola si evidenzia un picco in ascesa che può essere indicativo di una possibile relazione con il disastro ambientale degli utlimi vent’anni. "Constatiamo - continua Esposito - una geo-referenzialità dell’incidenza del cancro, nel senso che sta aumentando il numero di persone che si ammalano man mano che ci spostiamo dalle aree a nord-est di Napoli fin verso il basso casertano, dove, guarda caso, è più elevata la pressione ecomafiosa". Intanto, analoga richiesta è stata inoltrata per i distretti sanitari di Acerra, Marigliano e financo Baiano in provincia di Avellino, al fine di delineare un quadro epidemiologico che comprende il famoso ’triangolo della morte’. "I dati dei codici 048 non mi sorprendono - ha commentato Alfredo Mazza, ricercatore del Cnr - L’aumento del numero dei casi non è solo assoluto, ma esponenziale e conferma l’ipotesi che la popolazione è oramai esposta da anni a fonti tossiche e prevediamo che i costi della sanità saranno decuplicati rispetto al passato per curare le patologie connesse all’inquinamento". "Deve prevalere - continua Mazza - il ’principio di precauzione’: laddove esiste la possibilità di contaminazione della catena alimentare, come dimostrato a Caivano, vanno messe in atto strategie forti di prevenzione con l’interdizione totale delle aree agricole inquinate e l’esodo parziale dei residenti delle zone più colpite". "La militarizzazione della Terra dei Fuochi - continua il ricercatore - è necessaria per il controllo del territorio e per l’interdizione delle campagne all’uso alimentare, onde reprimere e prevenire gli interramenti, insieme ad un cordone sanitario efficace, perchè oramai il bio-monitoraggio è superato e abbiamo prove sufficienti del disastro ambientale e degli effetti diretti ed indiretti dei tossici sulla salute umana". E sulle bonifiche Mazza è scettico: "Sono insostenibili economicamente e difficili da realizzare, vista l’impressionante estensione del danno".

Ufficio Stampa Medici per l’Ambiente

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