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Scempio ambientale nell’area paesaggistica e storica dei Regi lagni al Ponte delle Tavole. Senatori del M5S chiedono intervento urgente del Ministro Orlando.

venerdì 19 luglio 2013, di Comunicato Stampa

SAN VITALIANO. Scoperti nella località del Comune di San Vitaliano depositi di rifiuti nocivi e tossici sversati negli alvei degli antichi corsi d’acqua. Il M5S chiede provvedimento urgente al Ministro dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del mare, Andrea Orlando.

Atto Senato. Interrogazione a risposta orale 3-00217. presentata da SERGIO PUGLIA
seduta n.061. PUGLIA, AIROLA, BATTISTA, BENCINI, BERTOROTTA, BLUNDO, BOCCHINO, BOTTICI,
BUCCARELLA, BULGARELLI, CAPPELLETTI, CASALETTO, CASTALDI, CATALFO,
CIAMPOLILLO, CIOFFI, COTTI, CRIMI, DE PIETRO, DONNO, ENDRIZZI, FATTORI, FUCKSIA, GAETTI,
GIROTTO, LEZZI, LUCIDI, MANGILI, MARTELLI, MARTON, MOLINARI, MONTEVECCHI,
MORONESE, MORRA, MUSSINI, NUGNES, ORELLANA, PAGLINI, PEPE, PETROCELLI, ROMANI
Maurizio, SANTANGELO, SCIBONA, SERRA, SIMEONI, TAVERNA, VACCIANO -

Ai Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, della salute e dell’interno - Premesso che: a San Vitaliano (Napoli) la zona di via Ponte delle Tavole, in prossimità dei Regi Lagni, è quotidianamente usata come sversatoio per rifiuti quali amianto e altri rifiuti speciali, industriali e tossici, elettrodomestici e carcasse di automobili, tanto che è diventata una vera e propria discarica a cielo aperto;

i Regi Lagni furono il frutto di un’opera idraulica di canalizzazione e bonifica costruita nel 1610 dal viceré spagnolo per porre fine alle frequenti inondazioni del fiume Clanio, nella zona che si estende dal Vesuvio al Volturno;

la grande opera dei Regi Lagni è divenuta una delle principali fonti di inquinamento di tutto il litorale domizio-flegreo;

il letto dell’alveo dei Regi Lagni straripa di ogni tipologia di rifiuti nocivi e tossici a cui periodicamente viene dato fuoco;

il 10 maggio 2013 i cittadini del MoVimento 5 Stelle di San Vitaliano hanno prodotto un video per denunciare ed evidenziare il grave scempio ambientale che si cela nella periferia della loro città;

l’amministrazione locale, malgrado le continue segnalazioni, non ha adottato alcun tipo di provvedimento dimostrando disinteresse alla risoluzione del problema;

questa problematica è già stata oggetto di atti di sindacato ispettivo;

San Vitaliano è geograficamente collocato al centro di quello che è stato definito, insieme a Marigliano e Nola, "il triangolo della morte", trattandosi di una zona con riscontrati elevati tassi di mortalità per tumori, leucemie ed altre gravi patologie; inoltre si registra un consistente aumento di nascite
di bambini con difetti congeniti. Gli studiosi temono che le malformazioni alla nascita possano essere determinate dalla presenza di sostanze chimiche nelle discariche, prima fra tutte la diossina;

la definizione di "triangolo della morte" è nata nell’agosto 2004 quando la prestigiosa rivista scientifica internazionale "The Lancet Oncology" ha pubblicato uno studio di Kathryn Senior e Alfredo Mazza, ricercatore del CNR di Pisa. L’articolo aveva come titolo un emblematico «Italian "Triangle of death"
linked to waste crisis» (cioè «(Il "Triangolo della morte" italiano collegato alla crisi dei rifiuti»);

nella zona interessata abitano circa 550.000 persone e l’eccesso di mortalità, secondo i dati, è ampiamente riconducibile allo smaltimento dei rifiuti;

la zona di via Ponte delle Tavole si trova a ridosso di campi coltivati a nocciole, alberi da frutta e agrumi, prodotti che con ogni probabilità arrivano quotidianamente sulla tavola dei consumatori;

considerato che:
l’articolo 32 della Carta costituzionale consacra il diritto alla salute;

l’articolo 12 del patto ONU sui diritti economici, sociali e culturali, che sancisce il diritto di ogni individuo a godere delle migliori condizioni di salute fisica e mentale conseguibili, evidentemente e non tanto implicitamente pone tra gli obiettivi dell’azione amministrativa pubblica l’integrazione dell’organismo umano nell’ambiente sano e scevro da corruzioni biosistematiche di sorta;

via Ponte delle Tavole è completamente abbandonata allo smaltimento illecito e alla criminalità, rifiuti urbani e differenziati continuano regolarmente ad essere abbandonati e dati alle fiamme per liberare spazio a nuovi rifiuti. Ad oggi non risulta essere stata intrapresa nessuna azione di rimozione, bonifica
o controllo del territorio;

a giudizio degli interroganti sarebbe opportuno intervenire per provvedere alla bonifica dell’area ed installare sistemi di video-sorveglianza adeguati per poter monitorare tutte le zone periferiche a rischio, scongiurando il ripetersi di azioni di abbandono di rifiuti,

si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione e se intendano acquisire ulteriori informazioni, prevedendo il monitoraggio dell’aria e del suolo nelle zone menzionate anche relativamente ai roghi tossici che continuamente, e ad opera di ignoti, avvelenano i territori;

se non intendano attivare tutte le iniziative opportune al fine di scongiurare il ripetersi di tali fenomeni, in particolar modo prevedendo un adeguato sistema di controllo, anche attraverso l’installazione di un sistema di video-sorveglianza, finalizzato alla tutela della salute pubblica e del territorio e al rilevamento delle possibili connessioni di tali eventi con l’attività di organizzazioni malavitose;

quali iniziative intendano assumere per favorire la pianificazione di un’azione di difesa delle aree colpite, garantendo ai cittadini il ripristino delle più ottimali condizioni di salubrità e vivibilità nel rispetto del
diritto alla tutela della salute pubblica;

quali misure urgenti, nell’ambito delle rispettive competenze, intendano adottare per attivare ulteriori controlli in merito allo stato di salute della popolazione residente a San Vitaliano, per identificare e valutare l’effettivo trend in aumento per alcune importanti malattie, l’incidenza e la mortalità per
tumore nonché l’ampliato numero di nascite di bambini con difetti congeniti;

se non ritengano opportuno, al fine di porre rimedio ad una situazione che si configura come un vero e proprio disastro ambientale, prevedere un’opera urgente di bonifica, messa in sicurezza e riqualificazione dell’intera zona al fine di recuperare l’ecosistema circostante e soprattutto di scongiurare ulteriori ripercussioni sulla salute dei cittadini, così fortemente minacciata dalla presenza di materiali altamente tossici e inquinanti.

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