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A Napoli non muore solo la Villa Comunale

martedì 23 luglio 2013, di La redazione

I due parchi napoletani, Mascagna e Troisi, a due anni dal progetto di ‘tutela’ che vedeva ‘sorridere’ il verde, precipitano nell’abbandono e nella scelleratezza. Spariscono anche le telecamere della video sorveglianza, e cosi crolla il ‘controllo’ dei due parchi. Videocamere e colonnine di telesoccorso lasciate alla mercé di tutti. Incuria, abbandono, e in alcuni casi saccheggio, nei due parchi napoletani, che avevano fino al 2012 un servizio di telesoccorso 24 ore su 24 da remoto. Contattato, il presidente della società che ha fornito attrezzature e servizio, si trincera dietro un “No Comment”, ma lascia intendere che quei materiali ancora non sono stati pagati del tutto. Il danno e la beffa come si dice in questi casi. Si, perché l’installazione è costata centinaia di migliaia di euro.
Fu l’allora assessore Nasti ad inaugurare i primi due impianti di telesoccorso, appunto al Mascagna e al Troisi. Era il 2010 e l’investimento del Comune era finalizzato a proteggere i beni, dato anche la recente opera di ripristino dei Parchi urbani.
Ora, a distanza di due anni, che soldi non ce ne sono più, o meglio ora che il Comune di Napoli ha le casse in dissesto, non solo occorre pagare la società che ha fornito l’attrezzatura e il servizio fino a tutto il 2012, ma si lascia che tutto questo venga saccheggiato, distrutto dai soliti ignoti. La disdetta del servizio risale all’inizio del 2013. In dissesto finanziario, come in sintesi scrive l’Ente, il Comune non può permettersi la spesa. Cioè, la sicurezza urbana non è un servizio primario da rendere ai cittadini.
Il progetto era partito nel 2010. Grazie alle colonnine SOS, in più occasioni sono stati ritrovati bambini che si erano allontanati dai genitori durante la passeggiata al Parco, o magari sono state sventate rapine notturne da parte di tossicodipendenti o spacciatori. Le colonnine sono dotate di un allarme ad altezza “bambino” per favorire l’utilizzo anche ai diversamente abili. Schiacciando un pulsante, una centrale operativa da remoto risponde alle richieste di soccorso, e grazie all’occhio delle telecamere individua, ad esempio, il bambino che si è allontanato, oppure può allertare i soccorsi in caso qualcuno stia male. Ma il tutto ha anche un sistema di allarme. Per cui negli orari notturni e di chiusura del Parco, dei sensori si attivano se all’interno avvertono delle presenze. In questi casi, prima una voce avverte che il parco è chiuso e invita gli “ospiti” ad allontanarsi, poi attiva le forze di pubblica sicurezza che possono così intervenire sul posto in modo celere. Tutto questo oggi non c’è più.

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