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Poste due corone di alloro per Defunti e Forze Armate a Polvica di Nola

“Lo dobbiamo al ricordo che abbiamo per i nostri cari che ci hanno lasciato, nel primo caso, e poi alle Forze dell’Ordine che si impegnano incessantemente per il nostro vivere civile e sicuro", afferma il vicesindaco Enzo De Lucia.

lunedì 4 novembre 2013, di Mauro Romano


Anche quest’anno l’autorità locale rappresentata dal vicesindaco Enzo De Lucia, Delegato per la frazione di Nola che riveste anche la carica di assessore ai Lavori Pubblici ed Edilizia Scolastica, ha fatto si che la storia si fermasse ancora a Polvica.

Lo ha fatto in modo semplice, spontaneo, ripetendo il gesto di porre 2 corone in luoghi molto significativi per l’intera comunità.

Infatti, il 1° novembre il De Lucia ha inteso adornare il monumento rappresentante la ‘Cappella Sacrale Missione 1947’ sito in via località ‘Pizzo di Polvica’ con una ‘corona’ in onore dei defunti. Un cerimoniale semplice ma estremamente emotivo che si rinnova nel pensiero dei propri cari che non ci sono più.

Stamattina quattro novembre, invece, per commemorare il "Giorno dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate”, è stata posta una seconda corona presso il monumento sito nella piazza polvicana intitolata a ‘San Vincenzo Ferreri’ al cospetto di un cannone in disuso, donato dalla STAVECO di Nola per interessamento del sig. Andrea Arvonio e a seguito di atto emanato dell’allora consiglio circoscrizionale di Polvica.

“Questa iniziativa di anno in anno assume nella nostra frazione un significato sempre maggiore”, ci ha tenuto a sottolineare il vicesindaco Enzo De Lucia, che ha commemorato l’evento insieme ad alcuni dipendenti della sezione locale di Polvica, soffermandosi sul luogo indicato della citata piazza.

E continua: “Lo dobbiamo al ricordo che abbiamo per i nostri cari che ci hanno lasciato, nel primo caso, e poi alle Forze dell’Ordine che si impegnano incessantemente per il nostro vivere civile e sicuro, ostacolando le guerre, le esasperazioni sociali, l’odio che spesso pervade il mondo. La speranza mia e di tutti è che atti di violenza, spesso gratuiti, possano limitarsi al minimo, se non proprio cessare, affinché vi sia più comprensione e pace tra i popoli. Solo così potremmo vivere meglio anche nelle nostre comunità, poiché anche l’abitare in piccoli paesi, comporta problemi non indifferenti se il mondo va alla rovescia”.

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