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Torna la Sagra dell’albicocca

lunedì 23 giugno 2008, di Mina Spadaro


SANT’ANASTASIA. Torna l’annuale appuntamento con le albicocche. Sabato 28 e domenica 29 giugno, infatti, saranno allestiti gli stand dell’XII Sagra dell’Albicocca organizzata dal circolo "IncontrArci". Musica, spettacoli, degustazione di prodotti tipici, stand gastronomici in piazza Madonna dell’Arco. In occasione della Sagra, sono in vendita i biglietti della “Lotteria dell’albicocca”, al costo di 1 euro ciascuno. Sono previsti i seguenti premi, che saranno sorteggiati a chiusura della sagra, domenica 29 giugno: 1° premio: Fotocamera Nikon Coolpix L10; 2° premio: Cellulare Nokia 5200; 3° premio: buono acquisto del valore di 50 euro presso Feltrinelli; 4° premio: un "Albicesto" con prodotti tipici locali. Chi fosse interessato all’acquisto dei biglietti, potrà rivolgersi al numero 081.5301490.

Messaggi

  • Un bravo agli amici dell’arci,questa è la dimostrazione che anche senza contibuto del comune le cose lo stesso si fanno

    • Perché i signori dell’Arci non ci spiegano i motivi per cui gli anni passati abbiano dovuto fare ricorso agli stanziamenti elargiti dal Comune mentre quest’anno hanno potuto fare a meno? Ancora una lampante dimostrazione dello sperpero del denaro pubblico. Bene ha fatto l’esecutivo Pone a negare la sponsorizzazione del Comune e l’elargizione di fondi.
      Ing. Mario Merone Presidente La Destra

    • Ing.anche quest’anno i nostri anziani non andranno in vacanza,grazie al sindaco pone che in tutte le occasioni dice che non ci sono fondi,e i poveri creduloni lo credono.
      Si faccia dare le delibere per gli spettacoli che si faranno in piazza,e vada a vedere i costi.
      Dimenticavo gli spettacoli: AMICI DI MARIA DE FILIPPO,E MISS ITALIA.

    • Al solito anonimo: In altro blog è già stato riportato che l’Assesore alle Attività Produttive farà rallegrare chi resterà a S.Anastasia nei mesi di Luglio ed Agosto con iniziative già programmate, quali: "AMICI DI MARIA DE FILIPPO,E MISS ITALIA".
      Questo a differenza degli Assessori dei Vostri esecutivi che per oltre un decennio, per gli stessi mesi hanno pensato unicamente a ritemprare le loro membra in acque marine.
      Non si confondano, però, i sovvenzionamenti che sono stati elargiti a piene mani, anche quando i soldi non c’erano materialmente nelle casse, dagli esecutivi catto- comunisti per la Sagra dell’albicocca e sagre similari ed i sovvenzionamenti, che nelle casse comunali oggi non ci sono, che potrebbero essere elargiti dall’Assessorato alle Attività Sociali.

    • All’intervento del 25 giugno delle ore 18,45 ho omesso per dimenticanza la firma che ora al Direttore chiedo di aggiungere.
      Ing. Mario Merone Presidente La Destra

    • Ingegner Merone, non dimentichi che le albicocche sono un prodotto agricolo che appartiene saldamente alla storia e alla tradizione vesuviana, e il fatto di avere una produzione locale tentando di recuperarne i fasti di un tempo, può essere solo ed esclusivamente motivo di vanto.
      La sagra punta a valorizzare e a proteggere un prodotto - attraverso la richiesta del marchio DOP - che come ho già precedentemente detto, è parte fondante delle radici anastasiane.
      Rimango esterefatto nel leggere le parole di un fascista come Lei, che per antonomasia e soprattutto per orgoglio, dovrebbe difendere e caldeggiare la tradizione contadina di cui il Duce, da simbolo partriarcale qual’era, difendeva a spada tratta.

    • Ingegnere non mi è possibile modificare i messaggi del forum, se vuole però può farlo lei stesso.
      Grazie

    • Ciao Dottore Gianluca. Il mio intervento non voleva denigrare sagre e persone che vi ruotano attorno. Ho inteso fare solo una constatazione: E’ possibile per l’Arci oggi promuovere la manifestazione anche senza la sponsorizzazione del Comune e ne prendo atto.
      Perché gli anni passati la stessa parsimonia non si è utilizzata da parte dell’Arci e si sono sperperati, a mio modo di vedere, svariati milioni per la stessa manifestazione?
      Per il resto che si valorizzino i prodotti locali a me fa enorme piacere!
      Cordialmente
      ing. Mario Merone

    • Egregio Gianluca,
      in merito alla quaestio " albicocche "
      nel premettere che concordo totalmente con l’ing. Merone, mi pregio farti rilevare ( cosa che forse non sai ) che la sagra dell’albicocca un tempo si svolgeva in una semplice, contadina, competizione dove i produttori anastasiani solevano portare le albicocche migliori ( più belle di aspetto e più buone nella degustazione )di fronte al Santuario della Madonna dell’Arco - a ridosso dell’antica salumeria e bar tabacchi Orbinati i cui titolari don Ciro ed il fratello Andrea si preoccupavano di dare il giusto tono alla sagra e, qui i componenti del comitato festa di Madonna dell’Arco ( tra i quali don Ciro ed il fratello Andrea, coadiuvati dal loro allievo Salvatore Raia) - dopo aver ricevuto la benedizione del padre Priore dei Domenicani - procedevano ad assegnare un premio, simbolico, per il miglior prodotto.In detta occasione i commercianti anastasiani si preoccupavano di comprare il prodotto migliore ed assegnare il prezzo di mercato.
      Questa era la sagra dell’albicocca, dove le sporte " cesti da 25 o 30 Kg. profumanti della fresca campagna, ricolmi di cresommele ( Krisos melos dal greco = melo d’oro )" venivano esposte agli anastasiani. In tale occasione non si vendevano panini, nè cappellini...si svolgeva semplicemente la " Sagra dell’Albicocca".
      Questa era la sagra dell’albicocca e ti posso garantire che nè don Ciro tanto meno il fratello Andrea erano fascisti, così come il loro allievo Salvatore.
      ...un pò di storia.
      Cordialmente, Felice Manfellotto.

    • Indubbiamente i modi e le forme per organizzare un evento sono sempre opinabili, per questo non mi sento di replicare puntigliosamente agli interventi dell’Ingegner Merone e del Signor Manfellotto. Continuo però nel sostenere che il fine della sagra resta per me valido e pregno di significato, ed è giusto che continui ad andare avanti. Aggiungo: se rappresentasse uno spreco o meno il denaro pubblico che veniva concesso dal comune all’Arci per organizzare la sagra, è un altro paio di maniche, ma rischiamo di addentrarci nella solita polemica che finirebbe col sfociare nel politichese e poco in una vera e obiettiva analisi della situazione. Che poi l’Arci fosse l’associazione più rappresentativa del territorio, e in quegli anni fagocitasse gran parte dei sovvenzionamenti comunali, potremmo pure convenire, ma discutendone dettagliatamente, parlarne così, in modo superficiale, si rischierebbe di fare troppo torto anche a tanto merito.
      Ora faccio un invito a voi esponenti di destra: se per il vostro schieramento, tutto ciò che apparteneva al sociale della vecchia consiliatura rappresentava solo uno spreco ed una clientela, qual’è l’attuale programmazione in merito a tutte le attività che tuttora criticate ritenendo per l’appunto meritevoli solo di soppressione: rendere un paese sterile dove la partecipazione dei cittadini è un optional di poco conto? Insomma, avete un’alternativa? Perchè abbattere è facile, costruire è un tantino più impegnativo.
      (alla fine sono cascato nel politichese)

      Cordialmente,
      Gianluca Di Matola

    • Nessuno abbia il coraggio di rispondere in merito alle vacenze che i nostri anziani ancora una volta non faranno.
      Ma si che c’è ne importa tanto sono anziani gustiamoci le nostre sere d’estate.
      Poi vi farò sapere quanto costano.

    • Egregio Gianluca,
      mi pregio farti rilevare che non è interesse mio e suppongo neppure tuo ( come affermi )di scadere nel politichese. Se non erro la quaestio attiene allo svolgimento della " sagra delle albicocche " che un tempo ovvero alle origini è stata così come mi sono premurato di riportare. Oggi viene svolta in modo diverso che non oso contestare e, piuttosto, aggiungo che non ho alcunchè da ridere sull’opera meritoria svolta dall’Arci giammai mi sono pronunciato in tal senso. Per quanto mi riguarda l’Arci è un’associazione che merita rispetto per l’impegno che profonde sul territorio indipendentente dall’appartenenza ideologica - politica e, ti posso garantire, che - sebbene da versante politico opposto - ne apprezzo l’impegno.
      Visto che ti interessa sapere del mio fare propositivo ( al di là dei titoli onorifici o accademici che comunque non sono superiori e non hanno la stessa valenza del signor cittadino ossequioso delle regole dettate dalla comunità organizzata) preciso che: se tutti avessero una casa, alias un tetto, per assicurare dignità a se stesso o alla sua famiglia ed evitare di subire uno sfratto; se tutti avessero un lavoro ed un equo livello retributivo per far fronte alle primarie necessità quotidiane ( quanti sono i genitori che, in dignitoso silenzio, assecondano i figli concedendo l’ultimo euro che hanno in tasca? ); se tutti avessero la possibilità di farsi una vacanza al mare o in montagna; se tutti avessero la possibilità di andare a farsi una gita fuori porta almeno una volta al mese; se tutti avessero la possibilità di affrontare i malanni fisici senza mettere mano al portafoglio, per farsi meglio curare;se tutti potessero permettersi di acquistare un’ utilitaria ogni 10 anni e se tutti potessero permettersi di assicurare al proprio figlio uno stage all’estero per migliorare i propri studi e rendere più valido il curricula ai fini dell’inserimento nel mondo del lavoro;
      se tutti contribuissero a rendere " l’uomo meno lupo "; io e tutti i nostri simili ( compreso te )saremmo molto più felici. Questo è il mio pensiero di uomo di " DESTRA O DI SINISTRA ? ".
      Affettuosamente Felice Manfellotto.

    • Gentile Manfellotto, la sua descrizione sulla "ricerca della felicità" è sicuramente piacevole da leggere e indiscutibilmente condivisibile, ma il mio utopistico pensiero non si spinge fino a tanto, ormai, nonostante la giovane età, ho maturato la convinzione che la politica non riuscirà mai a colmare il gap tra ricchi e poveri, tra sfruttatori e sfruttati.
      Detto ciò, concludo dicendoLe che il mondo è pieno di uomini biblicamente "pieni di buona volontà", ma purtroppo, concretamente, i fatti stanno sempre a zero(sia a destra che a sinistra).
      Un’ultima cosa: vedo che sul merito dell’Arci conveniamo senza alcun problema, ma Le chiedo di rispondere a questa mia domanda: non trova che Sant’Anastasia vive anche di altre realtà associative che magari avrebbero meritato anch’esse di avere saltuariamente qualche sostegno economico per iniziative di altrettanto spessore sociale? Ecco, che forse tra Comune e Arci si fosse creata una sorta di cartello, è un’idea che non mi è mai tanto piaciuta(ma è una mia opinione personale).
      Resta il fatto, a conclusione, che aspetto ancora dalla giunta Pone una seria programmazione sociale per il paese.

      Con stima,
      Gianluca Di Matola

      P.S
      Giusto per non fraintenderci, per quanto mi riguarda non ho mai badato ai titoli accademici o altro, ho sempre parlato con le persone guardandole negli occhi e disinteressandomi di cosa avevano appeso al muro.

      Nuovamente con affetto la saluto.

    • caro manfellotto tutto quello che hai elencato a gianluca,stava nei programmi che il tuo presidente berlusconi aveva decantato alla povera gente in campagna elettorale,ma invece ha pensato subito a se stesso,e all’improvviso si è dimenticato che i pensionati non possono mangiare,gli operai non arrivano alla fine del mese,ma non venirmi a dire la tessera per il pane come si faceva 50 anni fa,c’è gente che di poco superano il minimo, non venirmi a dire che c’è la detassazione degli straordinari,chi non fa straordinari si deve solamente impiccare.
      Dici al tuo presidente,(ma non dirmi che non lo riconosci perchè i manifesti affissi per sant’anastasia parlano chiaro) PENSA ALLA GENTE NON AI SUOI PROCESSI.
      l’ANONIMO
      non pensare alle generalità rispondi in merito.
      Caro ing. merone sono passati piu’di 5 giorni ma l’addetto stampa del comune non ha risposto all’articolo di casagrande sui numeri elencati,si vede che erano verità.
      FATEVI CORAGGIO PERCHE’ ANCHE VOI SIETE RIMASTI DELUSI SIA DAL GOVERNO CENTRALE CHE A QUELLO DI SANT’ANASTASIA

    • Egr. Ing. Merone, la ns associazione ha usufruito di contributi pubblici come ne hanno usufruito anche altre associazioni, nei cui progetti l’Amministrazione ha creduto.Dobbiamo informarLa che anche l’Amministrazione attuale ha ritenuto opportuno concedere un contributo sia per la sagra dell’albicocca che per il premio di poesia.Evidentemente, anche questa Amministrazione riconosce nelle nostre attività una progettualità che può portare vantaggio al paese. Cordialmente. Associazione Incontrarci.

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