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Pomigliano ricorda le vittime innocenti della criminalità

mercoledì 23 luglio 2008, di Mina Spadaro


POMIGLIANO D’ARCO. “Bisogna fare in modo che la presenza della delinquenza venga cancellata dal nostro territorio” queste le parole del consigliere regionale del PD Michele Caiazzo, anche lui presente alla cerimonia che si è tenuta in memoria di Alberto Vallefuoco, Rosario Flaminio e di Salvatore De Falco, vittime innocenti della camorra. Erano presenti in tanti dinanzi alla chiesa di San Pietro da cui è partito il corteo per raggiungere le strade dedicate ai tre ragazzi. Il sindaco, Antonio Della Ratta, dopo aver deposto una corona di fiori sul luogo del tragico evento, in via Nazionale ha commentato: “per non dimenticare un’efferatezza che ha superato ogni limite”. Concorde con don Antonino Palmese, dell’associazione LIBERA, riguardo al fatto che bisogna costruire un progetto nuovo, alternativo, il vescovo di Nola, mons. Beniamino De Palma, ha inoltre ricordato che il ruolo della Chiesa è quello “di stare in mezzo alla strada, tra la gente e soprattutto di formare la coscienza”. “Alla Chiesa – ha aggiunto il vescovo – tocca parlare e gridare la verità sperando che ci siano orecchie per ascoltare e cuori pronti per accogliere”. Particolarmente toccante la presenza dei genitori dei tre ragazzi uccisi nel luglio del 1998 nell’affollatissima Chiesa di Santa Maria del Suffragio dove mons. De Palma ha celebrato l’Eucarestia in ricordo delle vittime innocenti della camorra, mentre l’emozione restava scolpita sui volti degli astanti, molti dei quali condividono il dramma dei genitori di Alberto, Rosario e Salvatore. All’evento, infatti, ha partecipato anche il Coordinamento Campano dei Familiari delle vittime innocenti della criminalità.

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