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A rimetterci saranno soprattutto gli insegnanti precari delle elementari

Scuola Campana: Persi 5mila posti di lavoro

lunedì 1 settembre 2008, di Geronimo Fragliasso


Napoli- E’una catastrofe annunciata. Cinquemila posti in meno in tutta la Campania per gli insegnanti supplenti. Duemilatrecento solo a Napoli e provincia. Ad essere coinvolti dai tagli saranno, oltre al personale didattico supplente, anche quello tecnico amministrativo.
La notizia è stata resa nota il 29 agosto scorso alla fine di un vertice che ha visto protagonisti i dirigenti del provveditorato, i rappresentanti sindacali Pasquale Petrazzuolo (Cgil), Gaetano Mattera (Gilda), Luigi Panacea (Uil), Luigi Bifulco (Cisl) e Salvatore Margiotta (Snals).
Tra le principali cause di questa sciagura sociale che mette in ginocchio diverse migliaia di nuclei familiari, alcuni dei quali ricordiamolo monoreddito, ci sono diverse cause.
In primis ci sono i tagli alla scuola nella scorsa Finanziaria varata dal Governo Prodi.
Ma anche l’attuale governo Berlusconi non scherza visto che il piano del Ministro dell’Istruzione Gelmini di riforma del sistema scolastico ha contribuito, e non poco aggiungerei, ai tagli di posti nelle scuole, soprattutto primarie, di tutta Italia.
Ma quali sono le cause di questa inaspettata mannaia? Innanzitutto un terzo dei docenti si ridurrà per la reintroduzione dell’insegnante unico (così i bambini delle elementari non si ritroveranno più tre maestri), poi c’è un crollo dei turn over dovuto al numero esiguo di pensionamenti ed alla fine c’è una presunta riduzione della natalità che comporterebbe lo svuotamento di molte classi.
A tutto ciò va aggiunto l’accordo stipulato tra il sindacato e il C.S.A. per permettere l’avvicinamento degli insegnanti al proprio luogo d’origine non soltanto per motivi legati a gravi problemi familiari (vedi stretti parenti diversamente abili), ma anche su semplice richiesta o desiderio degli stessi insegnanti.
I sindacati sono insorti ed alcuni, come Bifulco, rappresentate Cisl, invita perfino i genitori degli alunni a manifestare assieme a loro contro il decadimento del servizio scolastico in nome del risparmio per lo stato.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche il rappresentante della Uil Luigi Panacea il quale batte anche sull’altissimo numero di alunni per classe che pone la Regione Campania tra i primissimi posti di questa particolare classifica del disservizio (si perché maggiore il rapporto alunni/insegnante e minore sarà la qualità del servizio)
Dunque alea iacta est. Martedì ci sarà l’annuncio e la quantificazione ufficiale dei tagli. Certo, trovarsi disoccupato a pochi giorni dall’inizio delle lezioni è quanto di peggio possa capitare a chi già vive da anni da precario e lotta quotidianamente per mantenersi in equilibrio in un sistema in cui è praticamente impossibile abbozzare un progetto futuro per la propria esistenza.

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