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Alzheimer, sono 25 milioni i malati nel mondo

mercoledì 24 settembre 2008, di Ferdinando Gaeta


NAPOLI - Sono più di 25 milioni le persone nel mondo che soffrono di Alzheimer e ogni 7 secondi ne viene diagnosticato un nuovo caso. Questi alcuni dei dati ricordati nelle manifestazioni che si sono tenute in Italia, e in tutto il mondo, in occasione della “Giornata Mondiale Alzheimer”. Questa forma di demenza, che prende il nome dallo psichiatra e neuropatologo tedesco che per primo la descrisse nel 1907, rappresenta ormai un grosso problema sociosanitario sia perché non esiste una terapia risolutiva sia perché coinvolge l’intera famiglia dell’ammalato. In Italia ad esserne affette sono circa 500.000 persone ma ad essere coinvolte, direttamente o indirettamente, ne sono milioni. Non solo. Dal 1999 al 2006 i costi per le famiglie con un malato di Alzheimer sono passati da 5.300 a 10.000 euro all’anno mentre il costo medio del ricovero in una casa di cura è di circa 3.000 euro al mese. Un peso economico, molte volte, insostenibile. Non a caso 9 famiglie su 10 dichiarano di sentirsi abbandonate. “Vorrei che il Governo italiano imitasse i nostri cugini francesi, -ha detto Gabriella Salvini Porro, presidente della Federazione Alzheimer Italia- e che Berlusconi prendesse spunto dal presidente Sarkozy grazie al quale sono stati destinati 1,6 miliardi di euro ad un ‘piano Alzheimer’ per finanziare non solo la ricerca scientifica ma anche quella sociale e psicologica.’’ E, sempre in Francia, la rete televisiva TF1 ha dedicato a questa malattia un documentario, documentario di cui è protagonista la grande Annie Girardot che ne è affetta da diversi anni. L’attrice, indimenticabile Nadia nel film “Rocco e i suoi fratelli” di Luchino Visconti, è diventata così simbolo e testimonial dell’Alzheimer. Per otto mesi è stato filmato il suo calvario tra momenti di lucidità e assenze. "Era consapevole che stavamo realizzando un film su di lei perché ne abbiamo parlato insieme. -ha dichiarato il regista Nicolas Baulieu, autore del film- Tutto è stato fatto con la sua fiducia più totale e quella della sua famiglia." Del resto anche la figlia Giulia, avuta dall’attore Renato Salvatori, ha parlato della malattia della madre nel libro autobiografico “La memoire de la mer”. "Quando il verdetto della malattia è arrivato, avrei voluto spaccare tutto, -ha detto Giulia Salvatori in una recente intervista- ma mia mamma c’é, è ancora qui. Talvolta ho il privilegio di avere ancora il suo sguardo." Sì perché questa malattia è subdola e toglie tutto. Patologia a carattere degenerativo del sistema nervoso, ha la caratteristica che i primi sintomi sono lievi e difficili da individuare ma poi, man mano, aumentano fino ad arrivare al punto in cui gli ammalati non riescono più a riconoscere nemmeno i familiari e hanno bisogno di aiuto perfino nelle attività quotidiane più semplici.

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