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Intervista al presidente dell’associazione Dioniso

"Per la villa augustea possiamo fare molto di più"

martedì 14 ottobre 2008


Somma Vesuviana. <>. La voce che si leva da un coro abbastanza sottotono è quella di Antonio Fornaro presidente dell’associazione Dioniso impegnata, assieme alla Pro Loco di Somma Vesuviana e al club P.O., nell’allestimento delle quattro giornate di visite guidate agli scavi della Villa Augustea.
Fornaro, come è andata la campagna di scavi 2007/2008 e come è stata la risposta del pubblico in termini di visite effettuate?
Direi abbastanza bene. Sono stati ritrovati nuovi reperti che chiariscono sempre di più l’entità, il fascino e la bellezza di questa magnifica Villa. In più anche quest’anno il pubblico ha risposto bene. Abbiamo registrato circa 3800 presenze, tra nuovi visitatori ed appassionati curiosi di vedere anno dopo anno lo stato degli scavi effettuati.
In più quest’anno c’è stata l’innovazione della postazione tridimensionale che ha aumentato la curiosità e la partecipazione attiva della gente.
Insomma, una piccola Pompei come ha detto qualcuno.
Purtroppo no. Bisogna rivedere qualcosa. Innanzitutto le giornate di apertura. Noi di Dioniso siamo favorevoli ad una apertura in più periodi dell’anno. Due fine settimana all’anno mi sembrano un tantino riduttivi. E poi bisogna che per un attimo le Istituzioni, a tutti i livelli, siano più presenti.
In che senso?
Devono farsi sentire. Non è possibile che gli studiosi giapponesi, oltre a finanziare gli scavi devono anche preoccuparsi degli espropri. E’ l’amministrazione che in questo caso deve farsi sentire e deve fare in modo che gli espropri vengano effettuati.
A proposito dell’amministrazione. Il sindaco Allocca in un intervista ha dichiarato di aver trovato i 40.000Euro occorrenti all’allestimento, in questa stagione, delle visite guidate. Quindi presumo che le visite siano finanziate?
Assolutamente no. Smentisco le parole del sindaco Allocca. Noi di Dioniso siamo nati nel 2003 con l’intento di valorizzare il patrimonio storico che giace sia sopra che sotto questo territorio. In modo assolutamente gratuito e senza perseguire alcuno scopo di lucro. So dell’impegno dell’amministrazione per reperire fondi europei da destinare agli scavi. Ma quest’anno non c’è stato alcun finanziamento. Niente di niente.
La vedo amareggiata.
Noi abbiamo sposato in pieno la causa della Villa. Ci chiamiamo Dioniso, in onore della prima statua rinvenuta durante gli scavi. Questo già dimostra quanto siamo legati a questo luogo. Da qui la mia amarezza, anche se noi, nonostante tutto, andiamo avanti sulla nostra strada.
E quale sarebbe?
Quella della costruzione di nuove sinergie tra gli enti. Anzi più pragmaticamente le dico che chiederemo un tavolo di lavoro tra amministratori locali, sovrintendenza, studiosi ed associazioni che ritengono di avere le giuste energie per poter collaborare.
Quali punti, secondo lei, dovrebbero essere portati su questo tavolo?
Degli espropri e dei giorni d’apertura già abbiamo detto. Poi c’è la questione del museo di Nola, in cui sono esposti i reperti rinvenuti. Perché Somma non ha la possibilità di ospitare ciò che appartiene di fatto al suo territorio? Tra l’altro il museo è anche chiuso al pubblico per i lavori di restauro. Quindi da questo tavolo potrebbe anche uscire una richiesta ufficiale per accelerare i tempi di consegna del Castello D’Alagno in cui si presume dovrebbe sorgere proprio un museo. Poi c’è la questione degli investitori. Si potrebbe far leva sulle risorse dei privati per potenziare la struttura o per acquisire i terreni su cui si dovrebbero effettuare gli scavi.
Non sembra semplicissimo da fare.
No infatti, ma noi abbiamo il dovere di provare a rivitalizzare questa preziosissima risorsa del nostro territorio. E per farlo bisogna che remino tutti nella stessa direzione.
Mi diceva che ha un sogno. Quale sarebbe?
Quello di fare un esposizione temporanea delle opere ritrovate. Naturalmente io intendo tutte, comprese quelle che gli studiosi giapponesi conservano a casa loro perché non riescono a trovare un adeguato luogo espositivo. So che sarà difficile. C’è la sorveglianza e l’assicurazione delle opere, c’è la sovrintendenza che dovrebbe dare l’ok, ma io sono fiducioso anche perché sono confortato dalla presenza del pubblico che ha dato notevoli segnali di curiosità.
A proposito.
Dica.

Se ci fosse qualcuno che vorrebbe approfondire l’entità del nostro lavoro associativo ci contatti attraverso il sito www.associazionedioniso.org.
E allora buon lavoro.
Grazie, anche a lei.

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