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Reggia di Portici, restaurata ed inaugurata la storica facciata

martedì 11 novembre 2008, di Comunicato Stampa


PORTICI - Il restauro della storica facciata meridionale della locale Reggia borbonica, uno tra i capolavori architettonici e storico-monumentali del “sistema dei Siti Reali”, sia a livello nazionale sia nell’ambito delle Ville Vesuviane, è stato inaugurato, oggi, a Portici,.

Sono intervenuti il presidente della Provincia di Napoli, Dino Di Palma; il vicepresidente Antonio Pugliese; l’assessore provinciale ai Beni culturali, Antonella Basilico; il soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici di Napoli e provincia, Stefano Gizzi; l’architetto Enrico Guglielmo, ex soprintendente di Napoli e provincia.

Il restauro è stato progettato e diretto da un gruppo di tecnici e consulenti della Soprintendenza, coordinati dagli architetti Tommaso Russo, Maria Luisa Margiotta e Maria Elena Palumbo.

L’intervento è stato finanziato in base a una intesa istituzionale tra Provincia di Napoli e Regione Campania, nell’ambito dell’Accordo di programma quadro “Infrastrutture per i sistemi urbani” per un importo complessivo di 1.807.599,10 euro. Questo progetto prevede due aree di intervento: la facciata meridionale della Reggia (che s’inaugura oggi) e una parte degli ambienti compresi nell’ala meridionale dell’appartamento reale (ex Dipartimento di Entomologia), sempre in corrispondenza del medesimo prospetto dell’edificio.

L’importanza di questo progetto di restauro risiede nell’aver messo in luce e valorizzato l’originaria immagine settecentesca della Reggia, che proprio sul versante meridionale mostra la sua architettura più bella e interessante per il rapporto paesaggistico che riesce a istituire con il mare e l’arco del golfo. Queste qualità sono state, nel tempo, offuscate e annullate in molti punti, a causa del degrado fisico di stucchi, colori e infissi e per una serie di manomissioni improprie che hanno interessato i prospetti e le coperture della Reggia su questo versante, nonché per l’uso dissennato che delle sue superfici è stato fatto per attraversamenti di cavi elettrici e telefonici, tubi dell’acqua e del gas. Il progetto, sulla base di attente ricerche iconografiche e di archivio, ma anche di una rigorosa campagna di saggi e indagini sul luogo, ripropone il disegno, gli stucchi e i colori originari delle facciate e come tale si inserisce nel novero dei restauri filologici.

Questa presentata oggi è la seconda iniziativa concreta sul Sito Reale di Portici portata a termine negli ultimi due anni dall’Amministrazione provinciale di Napoli (che del sito stesso è proprietaria), d’intesa con la Soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici di Napoli e provincia. Nel 2007 fu inaugurato il primo intervento sul Bosco Inferiore con il restauro della Prateria e della Montagnola. Entrambi gli interventi si inseriscono in un programma più generale studiato a partire dal 2002 e riferito a tutti i vari aspetti del complesso monumentale, da quelli territoriali e paesaggistici al problema degli accessi e dei trasporti, dall’economia ai problemi gestionali, dall’architettura alla botanica all’impiantistica ai temi dei beni storico-artistici.

“Questo del recupero del Sito Reale Borbonico di Portici – ha sottolineato il presidente Di Palma – è un progetto complesso e innovativo, conforme alle enormi attese per il ritorno allo splendore di quello che resta uno tra gli esempi più alti dell’architettura e della cultura del paesaggio italiano tra Settecento e Ottocento. Il restauro del complesso monumentale coniuga valore architettonico, artistico e storico con l’interesse ambientale e si è reso indispensabile per innescare un più ampio processo di riqualificazione territoriale su vasta scala, attraverso l’attivazione di spazi con funzioni museali e per attività culturali, nell’ottica di rinnovamento del rapporto tra la città e l’intero territorio col suo Sito Reale. Oggi, col restauro di questo gioiello della nostra architettura, compiamo – ha concluso Di Palma – un altro passo significativo in questa ambiziosa direzione”.

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