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Nomina del nuovo comandante, è bufera nei vigili a Somma

giovedì 27 novembre 2008


Somma Vesuviana. E’ bufera sulla nomina di Vincenzo Di Palma come responsabile comunale della polizia municipale.
Il conferimento dell’incarico, avvenuto con decreto sindacale n. 104 del 20 novembre scorso, ha creato non pochi subbugli all’interno dell’ufficio dei vigili urbani.
Pare, infatti, che alcuni agenti abbiano deciso di ricorrere alle vie legali per bloccare la nomina (si ipotizza addirittura un ricorso al TAR). Ma perché ha suscitato scalpore questa designazione?
In molti contestano i criteri di scelta con cui l’agente Di Palma ha ottenuto il grado di maggiore.
Infatti ad osservare lo stato di servizio, e a parità di anzianità, si riscontra un evidente incongruenza derivante dal fatto che ci sarebbero almeno tre suoi colleghi meritevoli della nomina (proprio lo Stato di servizio ed anzianità sono stati i criteri interni utilizzati dalla polizia municipale per autoregolamentarsi ogniqualvolta è mancata una figura di comando ufficiale).
Inoltre lo stesso Di Palma è anche "figlioccio" di chi ha deciso e firmato la l’ordinanza e cioè il sindaco Raffaele Allocca.
Ma questi non sembrano essere gli unici motivi che hanno creato contrarietà sulla nomina di Di Palma a maggiore.
Di Palma, infatti, sarebbe indagato presso la Repubblica di Nola per aver prodotto dei falsi atti pubblici in materia di antiabusivismo.
Tutto ciò è confermato dal verbale di sequestro inviato dai carabinieri della locale stazione di Somma Vesuviana alla procura nolana, in data 27 febbraio 2007, in cui si legge che il Di Palma “ricoprendo la carica di pubblico ufficiale, quale agente di Polizia Municipale, formava in tutto, un atto falso, inducendo altre autorità amministrative al rilascio di autorizzazioni per il cambio di destinazione d’uso da deposito di attrezzi agricoli, all’attività artigianale per officina meccanica e riparazione d’auto, attività non compatibile con la destinazione di zona “E" agricola del piano regolatore vigente”.
Naturalmente nessuno è colpevole fino a quando non vengono completati i tre gradi di giudizio, quindi è tutto nelle mani della magistratura.
Per una questione di buon senso però, forse sarebbe stato meglio se per evitare polemiche e veleni l’Amministrazione avesse optato per il classico cambio di mansione, come spesso accade a quei pubblici ufficiali in attesa del giudizio della magistratura, invece che premiarlo.

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