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Terzigno, Auricchio: "Non sono il sindaco della discarica, ecco le mie ragioni"

martedì 2 dicembre 2008


Terzigno. "Non sono il sindaco delle discariche!". E’ perentorio il tono del sindaco di Terzigno Domenico Auricchio (Popolo delle libertà) finito in queste settimane nel tritacarne delle polemiche per il suo repentino cambio d’idea in relazione alla discarica che dovrebbe nascere proprio sul suolo del suo Comune.
Se infatti il primo cittadino, all’epoca del governo Prodi, si era battuto al fianco dei comitati contrari alla discarica, tanto da dichiarare che “si sarebbe incatenato davanti al sito nel caso in cui fossero stati sversati i rifiuti”, oggi il suo indirizzo amministrativo sembra andare nella direzione diametralmente opposta.
Ma cosa ha fatto cambiare idea all’uomo che ha ideato il simbolo del popolo delle libertà (successivamente ceduto a titolo gratuito a Silvio Berlusconi)?
Sindaco Auricchio perché oggi è disposto ad accettare nella sua cittadina una discarica? Centra mica il fatto che al governo ci sia Silvio Berlusconi?
E’ certamente cambiato lo scenario politico a livello nazionale, ma è cambiato anche l’approccio delle istituzioni nei nostri confronti. Il governo Prodi voleva imporci i rifiuti. Oggi invece ci troviamo di fronte ad un provvedimento che ci lascia margini importanti di trattativa. Innanzitutto è diversa la natura dei rifiuti. Umido e secco non nocivi sono diversi dalle ecoballe non differenziate. E poi c’è la questione dello sviluppo di Terzigno.
In che senso scusi?
Lo stato ci ha garantito la bonifica del territorio che compenserà il ventennio di scempi che ha subito la nostra terra. Inoltre ci darà una mano con un nuovo piano urbano e con la modifica del P.U.C. il quale permetterà a Terzigno di avvalersi di un area produttiva di ben 250000 metri quadri. Inoltre risolveremo, grazie ai fondi governativi, l’endemico problema della mancanza di una rete fognaria adeguata. Insomma questa collaborazione con il governo rilancerà il futuro della nostra cittadina.
E come la mette con i comitati che si sentono traditi?
Oggi i comitati rappresentano solo una decina di cittadini legati ad una componente politica d’opposizione. Tutti quelli con cui ho lottato per preservare il nostro territorio hanno accettato di buon grado la scelta fatta dalla mia amministrazione. Inoltre con loro ho aperto una collaborazione che sfocerà in una commissione mista per il controllo di ciò che sarà sversato nel sito. Più trasparente e collaborativo di così non posso essere. Inoltre abbiamo, in questa operazione, l’appoggio di Bertolaso, della Regione Campania e della provincia di Napoli. In realtà sa qual è la verità?
Mi dica. Qual è?
Gli attacchi che mi giungono dall’opposizione sono il frutto di una povertà strategico-politica sconcertante. Quella della “monnezza” è l’ultima carta della disperazione di una circuita minoranza politica che non riesce a mandar giù il fatto che il mio operato in questo momento soddisfa i miei concittadini.

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