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Emergenza cibo, 963 milioni di persone nel mondo soffrono la fame

venerdì 12 dicembre 2008, di Ferdinando Gaeta


ROMA - 963 milioni di persone nel mondo soffrono la fame. Più dell’intera popolazione dell’Europa. Questo l’impressionante numero emerso dall’ultimo `Rapporto sullo stato dell’insicurezza alimentare nel mondo 2008´ della Fao. Numero destinato ad aumentare visto che ogni anno s’incrementa di circa 40 milioni di unità. Più o meno gli abitanti della Polonia, tanto per farsi un’idea. E pensare che nel 1996, i leaders dei 185 Paesi che parteciparono al ‘Vertice Mondiale dell’Alimentazione’ avevano promesso di dimezzare il numero delle persone sottonutrite entro il 2015. Obiettivo che appare sempre più lontano dal momento che questo numero è addirittura cresciuto. A tutt’oggi, un quarto dei bambini sotto i cinque anni dei Paesi in via di sviluppo sono sottopeso e quasi due miliardi di persone, pur non soffrendo la fame, sono malnutriti. Come se non bastasse, la crisi dei mercati ha peggiorato la situazione. “Bambini, donne incinte e mamme in allattamento sono i soggetti più a rischio -dice Jacques Diouf, direttore generale della Fao- i disordini civili che si sono già verificati nei Paesi in via di sviluppo sono il segnale della disperazione causata dall’aumento dei prezzi alimentari. Gli effetti della crisi sono ancora più devastanti tra i poveri delle aree urbane e le donne-capo famiglia.” I prezzi dei prodotti alimentari sono più alti degli anni scorsi. I principali cereali costano il 20 per cento in più rispetto al 2006 e i soldi destinati all’agricoltura nell’aiuto ai Paesi sottosviluppati sono scesi dal 17% del 1980 al 3% del 2006. "Sradicare la fame nel mondo significa investire 30 miliardi di dollari, -continua Jacques Diouf- una cifra non esorbitante, piuttosto una questione di priorità politica." Giusta osservazione, se si pensa che in Europa e Stati Uniti si spendono 17 miliardi di euro per gli animali domestici e 11 miliardi per il mercato del gelato. Effettivamente, 30 miliardi di dollari sono meno che niente. “Meno protezionismo e più derrate -ha dichiarato recentemente Ban Ki Moon, segretario generale delle Nazioni Unite- c’è bisogno di un piano strategico globale con misure, a breve e a lungo termine, per frenare l’impennata dei prezzi dei generi alimentari e aumentare gli aiuti all’agricoltura, per arrivare nel 2030 ad aumentare del 50 per cento la produzione di cibo. Occorre agire oggi e agire subito perché la popolazione mondiale nel 2015 arriverà a 7,2 miliardi di persone.” E intanto l’Italia, nel 2009 (come previsto dalla Finanziaria) stanzierà a questo scopo meno dello 0,20% del PIL, riducendo gli aiuti di ben 170 milioni di euro annui…

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