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Tanti abitanti di Pomigliano chiedono i danni per lo stato in cui si trovano le strade

Troppe richieste di risarcimento al Comune, l’Enam manda un esposto in Procura

sabato 20 dicembre 2008, di Mina Spadaro


POMIGLIANO D’ARCO. La conferenza stampa che si terrà lunedì 22 dicembre 2008 alle ore 1.00 presso la sede ENAM di via Nazionale delle Puglie, servirà per far luce sulle numerose richieste di risarcimento danni provenienti dagli utenti delle strade comunali. “Dal nostro data base – dichiara Vincenzo Gaudiano , presidente dell’ENAM – è emerso che esistono casi in cui le richieste di risarcimento danni sono avanzate da cittadini che si avvalgono dell’assistenza legale del medesimo avvocato e che a volte, anche a distanza di un solo giorno, sono incappati nella medesima insidia stradale magari nella stessa buca ed uguale strada". Al fine di indagare più a fondo sulla vicenda, Gaudiano intende presentare "un esposto alla Procura della Repubblica di Nola, chiedendo alla stessa di approfondire i fatti riportati". L’Enam è una società ad intero capitale pubblico, nata per la gestione delle risorse energetiche ed in particolare del gas metano e che al momento gestisce anche i servizi di igiene urbana, manutenzione e pulizia degli immobili, manutenzione stradale e del verde pubblico. Tali servizi fino al mese di giugno 2008 erano in gestione alla Pomigliano Ambiente. "Frequenti sono sate le richieste di risarcimento danni - prosegue Gaudiano - per la rottura e/o lesione dei parabrezza delle autovetture causati dalla caduta di pigne. Come riferito dagli ingegneri che hanno studiato e verificato il caso delle “pigne” è impossibile che una pigna del peso di poche centinaia di grammi, che cada anche da una distanza di dieci metri d’altezza, possa sfondare il parabrezza di un’autovettura. Infatti, questi ultimi sono realizzati nel rispetto di specifici standards di sicurezza allo scopo di garantirne la resistenza”. In seguito ad un confronto con i derigenti della Pomigliano Ambiente, risulta, inoltre, che tutte queste ripetute richieste hanno negativamente inciso sul bilancio societario. Si parla di circa 200.000 euro all’anno. “Certo – conclude Gaudiano – è anche possibile che siano delle mere coincidenze ma abbiamo l’obbligo di vederci chiaro e di approfondire il caso anche perché questi sono soldi dei cittadini. L’Enam chiede che la Procura voglia procedere ad effettuare indagini volte ad accertare se nelle circostanze e nei fatti esposti siano ravvisabili estremi di fattispecie penalmente rilevanti ed eventualmente adottare tutti i provvedimenti che si dovessero rendere necessari".

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