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Il Concertone del Primo maggio

Tra palco e realtà vi raccontiamo il nostro backstage

lunedì 5 maggio 2008, di Ciro Castaldo e Martino Giaquinto


ROMA - Anche quest’anno Piazza San Giovanni in Laterano ha ospitato circa 800.000 persone (soprattutto giovani) che si sono dati appuntamento per assistere al tradizionale Concertone del Primo Maggio organizzato (dal 1990) dai sindacati CGIL, CISL e UIL in occasione della festa dei lavoratori. Soprattutto due sono stati i temi fondamentali sui quali gli artisti intervenuti hanno espresso la propria opinione lanciando appelli molto significativi: le cosiddette “morti bianche” sul lavoro, e il ’68, in occasione del quarantennale delle lotte operaie e studentesche. Diverse le posizioni degli artisti riguardo le due tematiche, talvolta anche molto critiche: commenta così Enzo Avitabile ai nostri microfoni riguardo il ’68: “Tra i giovani del 2008 e i giovani del ’68 esiste solo una differenza generazionale” e ancora: “Il ’68 è stato inutile se ha portato la sinistra a questo punto”. Federico Zampaglione, cantante dei Tiromancino, invece, ha espresso un’idea diversa a riguardo. Alla nostra domanda: “Che differenza noti tra i giovani del ’68 e i giovani del 2008 ha risposto: “C’è una grande differenza di ideali, purtroppo oggi viviamo in una società di piombo…”. La musica quindi sembra essere il mezzo di comunicazione per eccellenza per avvicinare i giovani alle problematiche sociali, ma “non deve essere dispersiva” come afferma ancora Enzo Avitabile, e “deve essere divertimento, ritmo, mente, ma soprattutto passione”. E così, con passione, le centinaia di migliaia di giovani verso le 13:00 avevano gia riempito la piazza, in attesa di saltare, ballare, e cantare, con tanta voglia di divertirsi.
Il concerto è stato aperto, come ormai da tradizione, dai gruppi emergenti che hanno vinto il concorso ‘Primo Maggio tutto l’anno’, nell’ordine: Chiazzetta Nc, Jang Senato e Jolaurlo. Dietro le quinte abbiamo notato una comprensibile tensione sui volti di questi giovani protagonisti saliti per la prima volta su un palco di un evento di così grande portata. Si sono espressi per lo più trasmettendo le loro emozioni, ma qualcuno anche con qualche frase critica nei confronti dell’industria discografica italiana: “Abbiamo impiegato quindici anni per arrivare qua”, frasi comunque dette con il sorriso sulla labbra, visto il risultato raggiunto. E’ stata la prima volta come presentatore per Claudio Santamaria, il giovane attore italiano di grande talento che ha riscontrato un ottimo successo come protagonista del film dedicato alla vita del grandissimo, geniale, indimenticato e sempre attuale Rino Gaetano.
L’evento è stato seguito in esclusiva dalle telecamere della Rai e trasmesso in diretta su Rai Tre a cominciare dalle ore 16:00 fino a notte fonda. Si è partiti con il groove di Enzo Avitabile e il sassofono di Manu Dibango che sono riusciti subito a scaldare la folla. E’ stata la volta, poi, di Piero Pelù, presentato da Santamaria che con grande piacere ha ricordato i gloriosi anni della storica band Litfiba ai tempi in cui con i suoi amici del liceo seguiva il gruppo in tournée. Il rocker italiano che si è presentato salutando una piazza ormai orfana della sinistra parlamentare ha ironicamente invitato le giovani compagne a sposare dei ricchi imprenditori e ha fatto venire i brividi lungo la schiena quando ha salutato il grandissimo Enrico Berlinguer del quale si avverte sempre di più la profonda assenza. E’ stato un momento molto toccante soprattutto perché l’omaggio è partito dalla storica piazza in cui il segretario del Partito Comunista Italiano infervorava i cuori di folle oceaniche. Successivamente ha lasciato il posto a Giuliano Palma & The Bluebeaters, che hanno proposto, tra le altre, ‘Messico e Nuvole’ divenuto un classico del Concertone, mentre Bisca ed Enrico Capuano si sono cimentati in una particolare rilettura della mitica ‘Bella Ciao’. Saliti sul palco dopo l’esibizione degli energici Linea77, hanno suonato una versione ska della canzone dei partigiani. Dopo Tricarico che ha riproposto anche ’Voglio una vita tranquilla’ con cui si è avvalso del ’Premio della critica Mia Martini’ al recente festival di Sanremo, Raiz e Sud Sound System, il pomeriggio si è chiuso con ‘While my guitar gently weeps’ interpretata da Federico Zampaglione e Claudio Santamaria sia come omaggio a George Harrison e ai Beatles, sia per ricordare il periodo delle rivolte studentesche e dei grandi nomi della storia della musica internazionale come Jimi Hendrix, Led Zeppelin e Doors.
Durante la pausa, gli artisti che sono stati avvicinati nell’area riservata alla stampa, hanno espresso i loro giudizi sull’evento e sulle tematiche sopracitate, soprattutto a riguardo delle assurde morti sul luogo dove si dovrebbe stare più al sicuro: il proprio posto di lavoro. “E’ un tema drammatico” ha affermato Federico Zampaglione, “la musica dovrebbe sensibilizzare i giovani su queste problematiche, ma molte volte non ci riesce”. “Sarebbe ora di definirle morti nere, è più giusto e corretto” ha continuato il sanguigno Piero Pelù che con il suo sdegno ha fatto eco alle profonde affermazioni del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che a poca distanza da noi presso la sede dell’Inail ha affermato: “Non ci sono più parole per esprimere sdegno e commozione. E’ ora di decidere e agire”.
Anche Faso, il bassista del gruppo Elio e le Storie Tese ha risposto a delle nostre domande in merito all’uso di internet come strumento per promuovere il lavoro dei musicisti: “Sono anni che ci battiamo contro la demonizzazione che gran parte dei discografici hanno fatto della rete, solo adesso che ci ritroviamo, come diceva mio nonno, con l’acqua al naso si vorrebbe valorizzare il ruolo della rete riscrivendo tutte le regole del gioco ma purtroppo adesso è molto difficile, probabilmente siamo ad un punto di non ritorno, occorreva essere illuminati molto tempo prima, adesso è troppo tardi. Ci si è resi conto di aver perso un treno che appunto è gia partito…” inoltre in merito alla presenza molto più massiccia degli altri anni di bandiere rosse in una piazza che forse sente meno rappresentati i propri ideali e valori socio-politici-culturali, soprattutto nelle sedi istituzionali dopo la cocente sconfitta delle elezioni politiche di pochi giorni fa, molti fra i presenti hanno letto in questo la grande volontà della base dell’elettorato di sinistra (soprattutto quello più giovane) a essere oggi più di ieri presente per manifestare le proprie idee, la propria diversità e la voglia di voltare pagina ricominciando da un vero e proprio anno zero…
Il concerto è ripreso alle 20:00 con l’All stars Jazz band guidata da Stefano di Battista che ha omaggiato il grande poeta cantautore Fabrizio De André in un toccante momento sulle note di ‘Ho visto Nina volare’. E’ stata la volta, poi, di artisti che in occasioni del genere riescono sempre a confermare la loro bravura come il pugliese Caparezza che, per dirla alla Claudio Santamaria, usa i versi hip hop per fare a pezzi i vizi della nostra società. Con il brano ‘Eroe’ ha posto al centro della riflessione la condizione di vita dei lavoratori, soprattutto quelli precari, mentre i componenti della dissacrante band Elio e le Storie Tese con il testo modificato del brano ‘Largo al Factotum’ hanno denunciato, con la loro consueta ironia, Giuseppe Ciarrapico, senatore eletto recentemente nelle elezioni politiche per la coalizione del Partito della libertà e noto per il passato fascista e le numerose condanne penali; gli Elii hanno voluto gettare un ponte di continuità con la loro canzone denuncia ‘Sabbiature’ proposta 17 anni prima nella stessa manifestazione romana e per la quale vennero addirittura cacciati dal palco.
E’ stato poi il turno di altri grandi nomi della musica italiana, come Irene Grandi insieme ai Baustelle, i Subsonica, gli Afterhours, altro gruppo classico del Concertone, i Marlene Kuntz, che nel pieno del loro tour teatrale, si sono ritrovati di nuovo di fronte ad una grande piazza gremita di spettatori ed hanno eseguito, insieme a Claudio Santamaria, ‘Impressioni di Settembre’ della mitica P.F.M.. Successivamente i Tiromancino hanno aperto la loro esibizione con ‘Il rubacuori’, il pezzo proposto a Sanremo che tratta del dramma dei licenziamenti, molto apprezzato dalla critica specializzata. A seguire una splendida performance di Max Gazzé e le interessanti esibizioni di Ascanio Celestini, L’Aura e The Niro che hanno chiuso quello che ancora una volta si è distinto come uno dei più grandi eventi musicali d’Europa.

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