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La Provincia assume parenti di vittime innocenti della camorra

martedì 11 settembre 2007


NAPOLI. Lo ha annunciato il presidente della Provincia di Napoli Dino Di Palma nel corso della presentazione dell’iniziativa che ha consentito l’assunzione di Kitty Sequino e di Lucia Celiento alla quale erano presenti, tra gli altri, il presidente del Consiglio provinciale, Enrico Pennella, l’assessore al personale Pino Capasso, il tenente colonnello Luigi Bruno del comando provinciale dei carabinieri, il presidente dell’associazione vittime innocenti di mafia della regione Campania, Lorenzo Clemente.

NAPOLI. "Una risposta concreta e di solidarietà da parte della Provincia per le famiglie delle vittime della criminalità organizzata". Lo ha affermato il presidente della Provincia di Napoli Dino Di Palma nel corso della presentazione dell’iniziativa che ha consentito l’assunzione di Kitty Sequino e di Lucia Celiento alla quale erano presenti, tra gli altri, il presidente del Consiglio provinciale, Enrico Pennella, l’assessore al personale Pino Capasso, il tenente colonnello Luigi Bruno del comando provinciale dei carabinieri, il presidente dell’associazione vittime innocenti di mafia della regione Campania, Lorenzo Clemente.
"Ogni anno la Provincia assumerà due o tre persone che hanno subito un lutto in famiglia a causa della criminalità organizzata a seguito di una istanza che bisogna inoltrare all’amministrazione e di una successiva selezione. In questo modo ritengo che le istituzioni diano una risposta vera alle vittime innocenti della camorra", ha spiegato il presidente Di Palma.
"Questa iniziativa, decisa con l’assessore al personale Capasso, assume un valore simbolico ancor più importante in un territorio come il nostro dove forte è la presenza della criminalità organizzata. L’impegno per la legalità, la sicurezza e per il contrasto alla malavita organizzata rappresenta uno segli impegni quotidiani per la nostra amministrazione. Il patto per Napoli, l’acquisto di mezzi per le forze dell’ordine, un sistema integrato di videosorveglianza su tutto il territorio metropolitano, il sostegno alle associazioni antiracket, sono alcune delle nostre azioni", ha proseguito Di Palma. "Con questa atto - ha affermato il Presidente Pennella - la Provincia non intende certamente offrire un risarcimento per il dolore di Kitty e Lucia e delle loro famiglie, ma affermare la propria vicinanza ed il proprio sostegno, oltre che dare un forte segnale di impegno per la legalità".
"In un momento come questo, inoltre - ha concluso Pennella - atti simili servono ad avvicinare la politica e le Istituzioni ai cittadini".
L’iniziativa di oggi fa riferimento alla legge n. 407/1998 recante "Nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata" che prevede la possibilità per le amministrazioni pubbliche di assunzioni dirette alle categorie delle vittime del dovere ovvero ai familiari superstiti a seguito di una istanza delle parti. Nell’anno in corso sono giunte presso l’amministrazione provinciale tre istanze da parte di Kitty Sequino, Lucia Celiento e Cristina Rossetti. Quest’ultima ha però declinato l’invito in quanto già occupata.
Lucia Celiento è la figlia di Domenico Celiento, un brigadiere dei carabinieri ucciso in un agguato avvenuto sulla Circumvallazione esterna il 28 aprile del 1983 riducendolo in fin di vita. Il giovane carabiniere lasciava la moglie e due figli Maria di 4 anni e Lucia di un anno. Il militare, che prestava servizio presso la Compagnia Stella, era da tempo impegnato in una serie di indagini sul racket delle estorsioni ai negozianti e commercianti.

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