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Somma Vesuviana, tagli al trasporto pubblico

giovedì 15 gennaio 2009


Il Comune, per gravi indisponibilità di bilancio, taglia la sua quota di finanziamento al trasporto pubblico sul suo territorio.

Somma Vesuviana. Meno fondi, meno corse e il rischio di vedersi tolto il servizio. I fondi sono quelli del Comune di Somma Vesuviana e le corse sono quelle del servizio di trasporto pubblico locale. Questo è quello che emerge da un epistolario tra il sindaco della cittadina sommese Raffaele Allocca (Pdl) e il responsabile dell’area trasporti e mobilità della provincia di Napoli. Nella missiva del sindaco, datata 16 dicembre 2008, si evince che il comune di Somma Vesuviana, per gravi indisponibilità di Bilancio, dal primo gennaio di quest’anno deve “recidere parzialmente, l’estensione del trasporto pubblico comunale per 74.074Km pari a 200000 euro comprensivo d’IVA” e carico dello stesso ente vesuviano.Il servizio svolto sarebbe coperto, per i restanti 100726Km, dai fondi della provincia di Napoli la quale, attraverso l’affidataria del servizio, la Vesuviana Mobilità, “si riserva di verificare la possibilità di continuare ad assicurare il servizio con le stesse percorrenze e modalità, essendo venuto a mancare il contributo annuo di 200000 euro (compreso iva) per servizi urbani strettamente connessi”.Il protocollo d’intesa tra Vesuviana Mobilità, Provincia di Napoli e comune di Somma Vesuviana è stato firmato nel Luglio del 2007 dopo che il Comune, secondo solo a Giugliano come estensione territoriale in Campania, era rientrata già dagli anni 80 nel piano dei trasporti prima della Regione e poi della stessa Provincia di Napoli.
A spiegare il perché di questa scelta è lo stesso sindaco Raffaele Allocca:<< Visto che il servizio non è decollato abbiamo pensato di offrire alla cittadinanza nuovi servizi in vista della creazione della società di multiservizi. Sostituiamo le corse tagliate con sei autobus elettrici che abbiamo trovato nei nostri depositi fermi dalla data d’acquisto che risale, per mano dell’amministrazione D’Avino, al 2001. Poi se Provincia e Regione vogliono continuare a finanziarci ben venga>>. Solo che alla fine è lo stesso primo cittadino a spiegare che i bus trovati, fermi per questioni di batterie, serviranno “ due per il servizio scolastico, uno per il servizio cimiteriale e tre per la raccolta differenziata” e non dunque per rimpiazzare le corse soppresse.

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