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Domenica 25 gennaio: giornata mondiale dei malati di lebbra

venerdì 23 gennaio 2009, di Ferdinando Gaeta


Sembra una malattia del passato eppure, ancora oggi, colpisce più di 250mila persone ogni anno. E’ la lebbra. Un’infezione cronica che colpisce la pelle e i nervi periferici in diversi modi e gradi, alcuni dei quali molto invalidanti. Ne portano i segni circa 10 milioni di persone nel mondo, sebbene oggi se ne possa guarire. Ed è proprio questo l’obiettivo principale della “Giornata mondiale dei malati di lebbra” che si terrà domenica 25 gennaio 2009: informare sulla curabilità della malattia e toglierle così quell’alone di paura che l’accompagna da secoli. Una paura che si perde nella notte dei tempi. A cominciare dalle terribili descrizioni nell’Antico Testamento per finire alle persecuzioni di cui erano oggetto i lebbrosi nel Medioevo quando, considerati impuri, o finivano sul rogo o erano costretti a vivere relegati nei lebbrosari. E per liberare da questo marchio chi ne è affetto gli scienziati hanno perfino cambiato il nome alla malattia. Da lebbra a morbo di Hansen, in onore dello studioso che per primo isolò il batterio Mycobacterium leprae che ne è la causa. Questo però non è l’unico obiettivo della “Giornata”. Altri, non meno importanti, sono: sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza delle donazioni, coinvolgere la società civile nei problemi relativi allo sviluppo socio-sanitario dei Paesi a basso reddito e favorire programmi per la riabilitazione delle persone guarite. Ci saranno poi numerosi incontri di sensibilizzazione presso scuole, parrocchie ed altre istituzioni tenuti dai “Testimoni della Solidarietà”, persone direttamente impegnate in progetti all’estero per la cura dei malati di lebbra. La “Giornata” che gode anche dell’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e del Patrocinio del Segretariato Sociale RAI, è organizzata dai volontari dell’AIFO, Associazione Amici di Raoul Follereau, il giornalista e poeta francese che la istituì nel 1954 per aiutare e difendere i diritti dei lebbrosi, soprattutto in Africa. Per l’occasione sarà distribuito nelle piazze italiane il “Miele della solidarietà”. Vasetti di miele, provenienti dai circuiti del Commercio Equo e Solidale, contenuti in sacchetti di iuta confezionati da persone guarite dalla lebbra grazie al progetto Sumana Halli a Bangalore in India.

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