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Pollena Trocchia, effettuati i primi sopralluoghi nella masseria De Carolis

Gli scavi archeologici saranno effettuati dalla Suor Orsola Benincasa in collaborazione con la Brigham Young University dello Utah

martedì 27 gennaio 2009


Si punta a riqualificare il luogo attraverso il sito archeologico che, secondo Bertolaso, sarà riportato agli antichi splendori

Pollena Trocchia. Con il sopralluogo effettuato ieri mattina dal sindaco Francesco Pinto e dal Colonnello dell’Esercito Tullio Ferraro, vice del sottosegretario Guido Bertolaso, è cominciato ufficialmente il recupero della masseria De Carolis a Pollena Trocchia. L’occasione per discutere della masseria, e del relativo sviluppo integrato dell’area, è stato il summit di venerdì incentrato sulla necessità di programmare una serie di interventi occorrenti lungo la statale del Vesuvio, interessata dai lavori di ampliamento per il raddoppio della carreggiata. Da qui l’assicurazione, da parte del Sottosegretario Bertolaso, che il sito archeologico limitrofo ai lavori , interessato dagli scavi per riportare alla luce un’antica villa romana, sarà riportato agli originari splendori. Sito che oltre all’impegno delle Istituzioni vedrà anche quello dell’ Università Suor Orsola Benincasa già presente nel vesuviano assieme all’Università di Tokio negli scavi della villa Augustea di Somma Vesuviana, e della Brigham Young University dello Utah, Stati Uniti d’America. Il partenariato tra enti universitari e comune di Pollena Trocchia risale al 2004 e fu ufficializzato con una delibera di giunta dell’allora amministrazione Maione.Gli scavi della villa cominciarono nel 1980 allorché alcuni operai, impegnati nella costruzione del parco Europa che oggi occupa l’area, si accorsero che dal movimento della terra venivano fuori alcuni reperti risultati poi antichi.Da qui cominciarono i primi scavi che hanno portato alla luce una costruzione denominata villa, anche se il termine è generico visto che i primi ritrovamenti riguardano un complesso termale, con mura alte 4 metri d’altezza,il quale potrebbe in futuro mostrare nuove sorprese. La datazione risale all’incirca al II secolo dopo Cristo, ma su questo non c’è certezza visto che alcuni frammenti ritrovati dimostrano che probabilmente già c’era un nucleo abitativo precedente.
Per il momento gli scavi saranno affidati agli enti universitari ed il comune di Pollena Trocchia, supportato dal governo, interverrà sia finanziariamente, stanziando piccole cifre a supporto delle spese( minori rispetto ad altri siti, perchè saranno gli stessi studenti, e non gli operai, ad effettuare gli scavi) , sia logisticamente mettendo a disposizione il centro Paolino Avella che diverrà la sede dei reperti ritrovati e un centro studi dell’area archeologica.

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