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CHIAIANO, AMIANTO NELLA CAVA: IL SINDACO PERROTTA: "CONFLITTO D’INTERESSE EVIDENTE"

venerdì 30 gennaio 2009, di Comunicato Stampa


Chiaiano."Esiste un palese conflitto d’interessi tra il dott.
Bertolaso sottosegretario all’emergenza rifiuti e il dott.
Bertolaso capo della Protezione Civile: il primo deve
adottare anche procedure d’urgenza per realizzare la
discarica di tal quale in una cava a fossa a rischio
idrogeologico e, per raggiungere questo obiettivo, dispone
la rimozione in 15 giorni dell’amianto rinvenuto. Come capo
della Protezione Civile però avrebbe dovuto evitare che i
materiali nocivi venissero trattati senza precauzioni e
dovrebbe tutelare la salute dei cittadini che vivono nella
zona, dei lavoratori impegnati nella cava e dei militari che
la presidiano". Così il sindaco di Marano Salvatore
Perrotta ha commentato in conferenza stampa (nella sala
multimediale del Comune di Napoli) gli ultimi sviluppi della
vicenda della cava di Chiaiano. Le perplessità maggiori,dopo tutti i rilievi più volte illustrati e comunicati
anche al Parlamento europeo, sono legate proprio alla
bonifica dell’area: la ditta incaricata della bonifica,
infatti, ha rinunciato per l’incongruità dei tempi fissati
dall’ordinanza n. 8 della Presidenza del Consiglio dei
Ministri, cosicché l’incarico è stato affidato ad una
nuova impresa, la 1 Emme Spa. Nel corso della conferenza
stampa l’assessore di Marano, il geologo Franco Ortolani, ha
illustrato attraverso le immagini satellitari gli enormi
quantitativi di terreno accumulato negli anni nelle cave e
che, alla luce del rinvenimento di amianto, richiederebbero
approfondimenti seri per tutelare la salute dei cittadini.
Ortolani ha inoltre mostrato le carenze progettuali e le
carenze di attuazione dei lavori all’interno della cava:
"L’allagamento è dovuto alla inesistente regimentazione
delle acque - dice - che avevamo indicato come
indispensabile, così come lo smottamento registrato non
è che la conseguenza del cantiere "allo sbando" di cuiabbiamo notizia solo attraverso le immagini della webcam".
L’altro assessore tecnico del Comune di Marano, il geologo
Giovan Battista de Medici, ha insistito sul conflitto
d’interessi: "Sin dal primo momento a noi era chiaro, per
scienza, che realizzare una discarica in quel posto fosse
opera improba e ad altissimo rischio. E si continuano a
violare le norme europee, rispetto alle quali non esistono
possibilità di deroghe. Tutto quel che avevamo
preannunciato "a futura memoria" purtroppo si sta
verificando, ma non possiamo essere tacciati di essere
menagramo se si continua a lavorare con tanta
superficialità". Stimolato dai giornalisti, il
rappresentante dei comitati, Massimo Esposito, ha
sottolineato come fosse pretestuosa l’accusa di "procurato
allarme" mossa nelle settimane scorse: "L’esistenza
dell’amianto nella cava è stata messa nero su bianco dalla
Presidenza del Consiglio dei Ministri proprio per
giustificare le procedure d’urgenza. Ci chiediamo come si
possa a questo punto continuare a ignorare la necessità di
tutelare la salute dei cittadini: abbiamo trasmesso il
nostro dossier alla Direzione Generale Ambiente dell’Unione
Europea che ha già espresso grande attenzione sul tema
dell’amianto". Il presidente della Commissione Ambiente del
Comune di Napoli, Carlo Migliaccio, ha illustrato i prossimi
appuntamenti: "Il 6 febbraio alle 13 la delegazione di
parlamentari europei guidata da Monica Frassoni verrà a
Chiaiano per accedere alla cava - dice - ma noi speriamo che
entro quella data anche il procuratore Lepore ci riceva per
vagliare, alla luce dei nuovi sviluppi sul rinvenimento di
amianto, ogni iniziativa che riterrà opportuno adottare".
Alla conferenza stampa era presente anche il parlamentare
Franco Barbato che ha ribadito l’assurdità della scelta di
Chiaiano come sede di discarica di tal quale: "Era chiaro a
tutti che l’emergenza rifiuti andava risolta in altro modo -
afferma - e non si può pensare di continuare a realizzare
in queste condizioni una discarica in pieno centro abitato a
poca distanza dagli ospedali, con grave rischio di dissesti
idrogeologici e di danni gravissimi alla salute pubblica".

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