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Sant’Anastasia, tragedia sfiorata per una fuga di gas

Solo un atto "eroico" di Carmine Barone ha fatto si che l’incidente non diventasse tragedia.

venerdì 30 gennaio 2009


Sant’Anastasia. Come dire:”Tutto è bene ciò che finisce bene”. Queste le parole di Carmine Barone 66enne protagonista dell’incendio divampato nelle sua casa di al civico n.22 di via Umberto I a Sant’Anastasia. Ci scherza su l’uomo uscito pressoché indenne dall’accaduto che ha riportato alla mente di chi vi scrive il tragico episodio di qualche settimana fa a Somma Vesuviana in cui perse la vita la povera Carmela Aliperta arsa dalle fiamme scaturite dal cattivo funzionamento di una stufetta a gas.A raccontare come sono andati i fatti è proprio il diretto interessato, subito dimesso dall’ ospedale Apicella di Pollena Trocchia con una prognosi di un paio di giorni, per le leggere scottature ad un piede e ad una mano.
“Verso le 6 e 30 ho sentito un acre odore di gas. Mi sono alzato dal letto ho aperto il balcone della cucina per liberare l’ambiente. Verso le 7 e 20 mi sono rialzato ed ho acceso la stufa, posta proprio di fronte ai fornelli. La fiamma dell’apparecchio ha fatto da richiamo al gas che fuoriusciva dalla bombola difettosa. A quel punto sono stato investito da una fiammata”. Il signor Carmine interrompe il racconto e va a dare un occhiata alla moglie costretta a letto dalla sua salute alquanto cagionevole. La narrazione degli attimi di paura la prosegue il figlio Ciro, 42 anni, in quel momento in casa con i genitori.“A quel punto papà ha avuto coraggio- dice l’uomo- perché ha avuto come primo pensiero quello di chiudere lo stantuffo della bombola da cui fuoriusciva la lingua di fuoco”. Ma la disavventura della famiglia Barone non si è limitata alle fiamme. Uno spostamento d’aria ha sbriciolato, manco fosse cartapesta, la parete divisoria con l’appartamento dei vicini. Le conseguenze sono state sconcertanti. Un cumulo di macerie ha ricoperto la camera da letto degli ignari vicini e solo il caso ha voluto che non ci fosse nessuno ancora a letto.Il palazzo, il quale si snoda su due piani in cui risiedono sei famiglie, non ha subito danni strutturali tanto che i vigili del fuoco di Ponticelli intervenuti sul luogo assieme ai carabinieri e ai vigili urbani di Sant’Anastasia, guidati dal tenente Maione, non hanno evacuato la struttura ne tantomeno hanno bloccato il traffico in transito su via Umberto I.
La chiusura è affidata al signor Barone il quale ha annunciato “L’accensione di un cero votivo alla Madonna perché- continua l’uomo- dopo quello che è successo mi sento un miracolato”.
E probabilmente, a giudicare dalla dinamica, lo è.

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