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Penisola dei mafiosi, il libro del sommese De Stefano presentato a Napoli

lunedì 16 febbraio 2009, di La redazione


Somma Vesuviana- "La penisola dei mafiosi", il libro dell’autore sommese Bruno De Stefano, sarà presentato venerdi 27 febbraio, alle ore 19 nell’ambito dell’iniziativa "Autori per la Legalità". Appuntamento al Caffè letterario IntraMoenia di piazza Vincenzo Bellini, 70, a Napoli. Oltre al giornalista De Stefano interverrà anche il prof. Marcello Ravveduto, docente di storia alla facoltà di Salerno.

IL LIBRO

Con la violenza, l’inganno e la colpevole collaborazione di uomini delle istituzioni, le “quattro mafie” (Cosa nostra, Camorra, ‘Ndrangheta e Sacra Corona Unita) sono cresciute fino a diventare una realtà capace di stringere in una morsa d’acciaio l’Italia meridionale, di conquistare ampie zone del Centro-nord e di estendere la sua influenza all’amministrazione di un numero imprecisato di Comuni, Aziende sanitarie, piccole e grandi imprese. Nonostante le periodiche dichiarazioni di guerra rilasciate dai governi di ogni colore, la criminalità organizzata non è più un fenomeno rinchiuso nello spazio di un determinato confine geografico ma un problema di portata nazionale, in grado di avvelenare vasti settori della società civile, della politica e dell’economia. Non si tratta più di fronteggiare un insieme di bande sanguinarie ma di fare i conti con una vera e propria holding della violenza che, con i suoi (almeno) novanta miliardi di fatturato, ha un giro d’affari pari al 7% dell’intero prodotto interno lordo e un potere di corruzione tale da arrivare a comprare la complicità di uomini dello Stato e di figure soltanto apparentemente al di sopra di ogni sospetto. Con una prosa coinvolgente e impietosa, De Stefano usa le armi del giornalismo investigativo per dire la verità sui rapporti tra Stato e criminalità organizzata, facendo emergere il ritratto sommerso di un Paese assediato nel quale chi prova a ostacolare le cosche viene minacciato, costretto al silenzio, addirittura ucciso.

“Le mafie, infatti, non sono più un Antistato; in almeno quattro regioni del Sud sono diventate un altro Stato: forte, autorevole e riconosciuto. Il dato più grave è però un altro: le mafie stanno progressivamente conquistando molte aree del Centro e del Nord; magari dal Lazio a salire in su non usano metodi violenti, o perlomeno non sempre, ma attraverso l’annessione di ampi settori dell’economia e l’infiltrazione nel mondo delle imprese e della pubblica amministrazione, hanno posto le basi per diventare un interlocutore obbligato per l’imprenditoria, la finanza, la politica.” Dall’introduzione di Bruno De Stefano

«Ho letto Bruno De Stefano. Un libro secco, chiaro, duro» Roberto Saviano
«De Stefano, con coraggio, ha descritto i potenti personaggi del mondo criminale […] denunciandone la ferocia e l’esaltazione paranoica» Aldo Forbice
«Una storia di sangue e crudeltà in un paese senza ricchezza e con una giustizia spesso distratta» la Repubblica
«Leggendo il libro di De Stefano, il cittadino comune non ammira, al massimo teme o compatisce: la violenza, l’ignoranza, la prepotenza di generazioni di “guappi”» City

Bruno De Stefano è nato a Somma Vesuviana (Napoli) nel 1966. Giornalista professionista, ha lavorato per diversi quotidiani tra cui «Paese Sera», «Il Giornale di Napoli», «Corriere del Mezzogiorno» (dorso campano del «Corriere della Sera»), e per il settimanale «Metropolis», occupandosi in particolare di cronaca nera e giudiziaria. Attualmente è redattore di «City», il quotidiano free press del gruppo Rizzoli-Corriere della Sera. Con la Newton Compton ha pubblicato Napoli Criminale (2006) e I boss della camorra (2007).

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