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Parte da Napoli la mobilitazione generale degli agricoltori italiani

domenica 22 febbraio 2009, di Comunicato Stampa


Napoli – Il presidente nazionale di Confagricoltura Federico Vecchioni ha lanciato dal capoluogo campano la mobilitazione degli agricoltori italiani. Dal palco della manifestazione “Un’agricoltura competitiva per il rilancio del Mezzogiorno”, organizzata da Confagricoltura Campania, Vecchioni ha ricordato che “l’onere a carico delle imprese agricole del Sud derivante dalla mancata proroga delle agevolazioni contributive per le aree svantaggiate è di duecentoventi milioni di euro.”

“La questione – ha detto Vecchioni – richiede interventi immediati anche perché, al di là dell’iniziativa parlamentare isolata, è mancata sinora la giusta attenzione politica al problema ed ai suoi effetti concreti sulla redditività e sulla tenuta competitiva delle imprese. Le cifre sono ampiamente sottostimate rispetto al reale impatto sulle imprese agricole, che in questo momento stanno vivendo le conseguenze della crisi generalizzata dell’economia italiana, senza peraltro ricevere le stesse attenzioni che il Governo presta ad altri settori. Confagricoltura ha convocato d’urgenza la Giunta Esecutiva lunedì 23 febbraio e il Comitato Direttivo il giorno seguente, per definire le modalità della mobilitazione.”

Alla manifestazione, che si è svolta al Teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare, hanno preso parte centinaia di agricoltori provenienti da tutte e cinque le province della Campania, arrivati alla Mostra d’Oltremare con trenta pullman. Confagricoltura Campania è la prima organizzazione agricola regionale per numero di giornate lavorative, ed associa circa quindicimila imprenditori agricoli.

Il presidente di Confagricoltura Campania Michele Pannullo ha rimarcato i problemi del comparto nella Regione. “Dobbiamo ripartire dall’agricoltura, che per molte aree della nostra Campania è il vero tessuto portante di tutta l’economia. – ha detto dal palco del Teatro Mediterraneo - L’indotto che ruota intorno al settore primario è di primissimo ordine e ha creato nel tempo vere eccellenze nel campo agroalimentare. Tuttavia, nella nostra Campania, l’agricoltura è stata colpita da una vera tempesta. Un esempio per tutti: la filiera bufalina, uno dei nostri fiori all’occhiello, ha dovuto affrontare le emergenze brucellosi e diossina. Né possiamo dimenticare il danno gravissimo di immagine che la crisi rifiuti ha prodotto a tutto il territorio campano ed alla sua agricoltura. Il duro scenario economico ci impone di affrontare sia il quotidiano ma anche di immaginare il futuro, assumendo decisioni ed iniziative che consentano di mantenere vivo questo importante settore nell’interesse economico e sociale del nostro Paese.”

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