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Somma Vesuviana, ricordato Don Peppino Diana

A tenere vivo il suo ricordo Don Luigi Ciotti,il prete fondatore di "Libera"

mercoledì 4 marzo 2009


Somma Vesuviana. “Un giorno non ci sarà chiesto se nella nostra vita siamo stati credenti, ma credibili”. Ha citato Rosario Levatino, il giudice antimafia ucciso da Cosa Nostra nel 1990, Don Luigi Ciotti, presidente onorario di Libera ed acclamato prete simbolo che ha speso un intera vita alla lotta alle “Mafie”. Queste sue parole hanno riecheggiato, lunedì pomeriggio, tra le navate della millenaria chiesa di S.Maria del Pozzo a Somma Vesuviana, sede per l’occasione dell’incontro (il primo di “100 passi” si dirà nel corso della manifestazione) di preparazione alla Quattordicesima giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime della mafia in programma a Napoli il 21 marzo prossimo. Ad aleggiare nella sala il ricordo di Don Peppino Diana, il prete ucciso dai casalesi perché scomodo, e di cui cadrà il 19 marzo prossimo il quindicennale della scomparsa. Ed è proprio a lui che Don Ciotti ha rivolto un pensiero. “Il 19marzo ricorderemo Don Peppino con una marcia antimafia a cui parteciperanno centinaia di familiari di vittime della mafia. Ma non sarà un semplice corteo- dice con voce roboante il fondatore di Libera- ma una vera e propria testimonianza di quanto siano feroci le mafie”. Ma Don Ciotti non cita solo Diana. Nel macabro elenco dei morti ammazzati da Cosa Nostra ci sono stati altri preti. Uno su tutti Don Puglisi il quale affermava che “La parola del Vangelo si annuncia con i fatti”. Fatti che l’hanno trasformato in martire. Don Luigi Ciotti ha anche un pensiero per Gelsomina Verde, la ragazza vittima della guerra di Scampia prima torturata, poi uccisa ed infine bruciata, da chi pensava potesse avere informazioni “utili”. “E purtroppo- ha tuonato il prete- anche dopo la sua morte tanti pregiudizi sono stati espressi su di lei che lavorava al reinserimento nella società dei giovani sfuggiti alle maglie della criminalità”.L’ultimo pensiero l’ha rivolto al dramma della cronica mancanza di lavoro (Pomigliano in primis), humus ideale per la crimininalità. “Meno solidarietà, ma più diritti, giustizia e lavoro”.All’incontro hanno partecipato anche Don Tonino Palmese, responsabile di Libera per la Campania, il quale si è scagliato contro la politica “bastarda” , razzista e demagogica che ghettizza e criminalizza i Rom. Inoltre ha aggiunto “Servono figure di riferimento nei nostri territori che stiano con gli ultimi”. Presente anche il Sindaco Allocca(spiace dirlo, ma sembra vivi in una eterna e perenne campagna elettorale) il quale ha dichiarato che “A breve saranno redatti i piani commerciali ed industriali in modo da creare quel lavoro che scacci via le zone grigie dalla nostra comunità”. Ed a proposito di criminalità: domenica è stato indetto a Somma Vesuviana un consiglio comunale straordinario sulla sicurezza dopo i recenti fatti di cronaca nera che hanno impaurito un intera cittadina.

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