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Sant’Anastasia. 360mila euro per l’isola ecologica

sabato 7 marzo 2009, di Mina Spadaro


SANT’ANASTSIA. La richiesta di finanziamento è stata accettata: 360.281,00 euro (con una spesa a carico del Comune di 92.041,93 euro) saranno stanziati dalla Provincia per la realizzazione di un’isola ecologica. Il luogo scelto per mettere in atto quello che finora è solo un progetto è la zona Boschetto, una zona classificata F1 (attrezzature) dal Piano Regolatore, ove c’erano molti anni fa vasche di depurazione e che risponde ai parametri stabiliti dal bando provinciale, fatto che ha invogliato l’assessore al ramo a indicarla come luogo preferenziale per la realizzazione di una struttura che servirà a migliorare il servizio della raccolta differenziata. L’assessore all’ecologia e all’ambiente, Pasquale Coppola, si dice soddisfatto per l’impegno e il lavoro profuso nel raggiungere l’obiettivo di dotare il paese di una “valvola” di sfogo utile e funzionale al progetto comunale che tende a tenere pulito il paese insieme al porta a porta lanciato a luglio 2008. “Abbiamo avuto un finanziamento di € 360mila, per la realizzazione dell’isola ecologica di tipo 3B, da noi già progettata e da ubicare in via Gramsci, in una località che si presta ad accoglierla, in quanto è vicina a un grosso agglomerato urbano, che raccoglie gli abitanti di parchi e di abitazioni di via Romani. Ovviamente – afferma l’assessore Coppola - è un’isola ecologica che “serve” tutto il paese e dobbiamo fare in modo che assolva in pieno le sue funzioni. I cittadini potranno conferire plastica, lattine, carta, vetro e cartone tutti i giorni in orari da stabilire. La novità è che i cittadini potranno accedere a delle premialità e, per questo, sto elaborando un apposito regolamento, che probabilmente prevede la dotazione ai cittadini di una carta magnetica che accumulerà punti in base alle quantità di rifiuti riciclabili consegnati al personale addetto all’isola ecologica”.

Messaggi

  • Leggendo l’articolo mi sono chiesto 2 cose; la prima il motivo per il quale tale isola debba nascere propio in corrispondenza dei un ambiente ricco di case e in vicinanza ad una scuola materna; secondo fra tante zone non era meglio farla sorgere nella vecchia FAG sita in via arco dove vi è un ampio sapazio inutilizzato e privo di abitazioni limitrofe.
    Noi tutti sappiamo che la raccolta differenziata non è fatta in modo perfetto e quindi questi rifiuti non faranno altro che aumentare patologie respiratorie e tumorali. Secondo il mio parere sarebbe meglio rivedere il progetto e magari far sorgere l’isola "ecologica" in un’altra zona più periferica. Grazie Gianluca Trivellone

    • Patologie Tumorali e respiratorie?????
      mi scusi ma lei queste sciocchezze ce le deve dimostrare??
      la raccolta in un isola ecologica di rifiuti non speciali provocano patplogie tumorali????
      ma lei si rende conto della gravità delle sue affermazioni??
      guardi che stiamo valutando di presentare un esposto alla magistratura per procurato allarme

      lei dovrebbe dirci sulla base di quali documenti scientifici fa affermazioni cosi gravi!!!!!!

      Le ISOLE ecologiche sono presenti in tutto il mondo civile....per cui dobbiamo pensare che rifiuti non speciali provochino patologie tumorali????

      ma voi siete tutti impazziti

    • Ma comìè possibile che si possa lasciar pubblicare articoli nei quali con una leggerezza al limite della denuncia, si arrivano ad affermare sciocchezze che nulla hanno a che vedere con la medicina.
      ma a quali studi scientifici il signore fa riferimento quando si parla di patologie tumorali derivati da un isola ecologica, ma il signore sa che cosa sono le isole ecologiche??? le isole ecologiche sono previste per legge dello stato e non mi risulta che possano essere smaltiti rifiuti pericolosi o speciali.
      Chiedo pertanto alla direzione del giornale web di fare utili rettifiche per evitare che si possano pubblicare notizie false e prive di qualsiasi fondamento.
      qui ci troviamo in presenza di affermazioni gravi e lesive dell’ordine pubblico: le patologie tumorali non sono assolutamente ascrivibili alla creazione di isole ecologiche previste per legge e oltretutto presenti nei regolamenti comunitari.
      Chiedo alla redazione di fare utili rettifiche di fronte ad affermazioni gravissime

    • Gentile medico, che preferisce mantenere l’anonimato, le rispondo come direttore. Non abbiamo pubblicato nessun articolo in cui si fa riferimento a patologie tumorali derivanti dalla raccolta differenziata, pertanto non devo rettificare nulla. Quello cui lei fa riferimento è il commento di un lettore che si assume le responsabilità di ciò che scrive.

    • ci risulta che le isole ecologiche possano nascere ed essere costruite secondo i piani regolatori italiani ed europei nelle zone F1;
      Ergo va benissimo anzi ottima la scelta di ubicare l’isola ecologica in prossimità del boschetto ( a Roma città ad Amsterdam a Milano e a Parigi le isole ecologiche sorgono in aree comunali a stretto contatto con edifici pubblici e privati);
      Quanto alla possibiltà di ubicare l’isola ecologica nella area ex FAG, vorrei ricordare quell’area è PRIVATA per cui in un area PRIVATA non si puo andare ad ubicare proprio nulla , per lo stesso motivo che nessuno si sogna di requisire la casa del sig. Trivellone per destinarla ad usi diversi per i quali il sig Trivellone ha acquistato la sua casa.
      Quanto alle farneticazioni sulle patologie tumorali derivanti dalle isole ecologiche sarebbe meglio stendere un velo PIETOSO sui modi in cui l’ignoranza si manifesta, e sarebbe il caso di evitare di divulgare notizie false e tendenziose che non si capisce dove vogliono andare a parare, al sig. Trivellone consigliamo pertanto di smettere di dire autentiche falsità altrimenti saremmo costretti ad adire alle vie giudiziarie per tutelare la società civile da pazzi che si immaginano cose inesistenti e su quello provocano disagi ed allarmismi

    • SIAMO COMPLETAMENTE D’ACCORDO COL PROPRIETARIO PRIVATO E CON LE SUE CONCLUSIONI........CHI IN QUesto nostro paese si diverte solo ed unicamente per odio politico ad infangare e a divulgare notizie destituite da qualsiasi fondamento sappia SAPPIA che da oggi gli amici degli autonomisti del regno delle due sicilie faranno valere in tutte le sedi opportune le ragioni del buon senso e della ragionevolezza contro chi inconsciamente o scientemente (e allora si delinerebbe il dolo) si diverte a diffondere notizie completamente false; e che risponderemo con azioni mirate a tutelare la cittadinanza da UTILI IDIOTI che farebbero bene a stare zitti......................................................

    • leggete un po che materiali si vanno a depositare in un isola ecologica (o stazione ecologica ) è uguale di tipologia B3!!!
      1. PREMESSA

      Il progetto trae origine dalle necessità di intervento individuate dall’ordinanza del Ministero dell’Interno Nr.2.948 del 25/02/1999 e dalle successive programmazioni di intervento di A.R.P.A. – Regione Emilia Romagna, finalizzate all’attuazione della convenzione con il Sub Commissario di Governo Delegato ex art.2, comma 1, dell’ordinanza succitata.

      Il progetto della Stazione Ecologica tipo 3 B, si situa nell’applicazione del principio della raccolta differenziata, costituendone momento iniziale del processo di raccolta e custodia temporanea, finalizzato al riutilizzo e riciclaggio dei materiali a valenza di materia prima industriale.

      La Stazione Ecologica tipo 3 B si caratterizza per i seguenti dati:

      • Superficie occupata 3.480 mq, a geometria rettangolare di lati circa 87,00 m e 40,00 m;
      • Recinzione altezza H = 2,00 mt e passo carraio con accesso pedonale;
      • Piazzale pavimentato in conglomerato bituminoso e basamento in calcestruzzo per eventuali stoccaggi sfusi;
      • Percorsi pedonali i contenitori scarrabili a piano di carico alla quota piazzale ed a + 0,15 mt (quota marciapiedi);
      • Percorsi carrabili ai piani di carico sia alla quota piazzale sia alla quota sopraelevata (+ 1,20 mt rispetto al piazzale) appositamente concepita per agevolare quell’utenza che conferisse rifiuti ingombranti di origine domestica (elettrodomestici, mobili, ecc …);
      • Tutto il sistema piazzale - rampe è dotato di opportune griglie, canalette, caditoie e pendenze per consentire lo scolo delle acque meteoriche;
      • E’ possibile l’inserimento di apparato di pesatura a raso con la quota del piazzale.

      2. DOTAZIONE DI ATTREZZATURE PER LA RACCOLTA

      Il dimensionamento effettuato prevede una dotazione calcolata su un bacino di utenza pari a circa 9.000 abitanti:
      • N° 11 scarrabili da 2,50 x 6,00 x 1,20 (H) mt;
      • N° 2 benne da 2,00 x 3,80 x 1,50 (H) mt;
      • N° 6 contenitori per R.U.P. (Rifiuti Urbani Pericolosi);
      L’utilizzo di tutta quest’attrezzatura dipenderà dai bisogni stagionali e dalle attività svolte in zona, per cui la quantità di contenitori per esempio tipo cassonetti, potrà essere modificata, onde consentire la maggiore flessibilità possibile a fronte delle esigenze dell’utenza.
      In sintesi la Stazione Ecologica progettata consente il conferimento e la raccolta differenziata dei seguenti materiali:
      • Carta e catone;
      • Vetro;
      • Plastica;
      • Verde (potatura, sfalci);
      • Ferro e alluminio;
      • Inerti;
      • Rifiuti speciali assimilabili (legno; imballaggi);
      • Batterie auto ed olii esausti;
      • Rifiuti Urbani Pericolosi per l’ambiente (pile, farmaci scaduti, rifiuti etichettati, prodotti chimici per l’agricoltura);
      • Ingombranti di origine domestica (elettrodomestici, mobili).
      Il piano di carico a quota + 1,20 mt. è posto in condizioni di sicurezza con l’impiego di idonei parapetti metallici di protezione a varchi apribili manualmente e per il solo tempo di carico. Un’idonea segnaletica indicherà la natura dei materiali da conferire nei diversi contenitori. La disposizione della dotazione summenzionata consente sia una buona facilità di conferimento da parte dell’utenza, sia un’ottimale operatività degli autocarri impiegati nel prelievo dei contenitori pieni e la loro sostituzione con altri vuoti.

      3. INSERIMENTO AMBIENTALE

      La Stazione Ecologica è presidiata essendo infatti previsto un apposito box tipo container da adibire ad uso ufficio, magazzino e servizi igienici. Pertanto sono garantite le opportune sorveglianze circa la natura dei materiali conferiti.

      Si ricorda che la gestione della Stazione Ecologica prevede degli orari di conferimento entro i quali è consentito l’ingresso, restando chiusi i cancelli al di fuori di tale orario.

      L’inserimento ambientale è stato particolarmente studiato per rendere gradevole sia il periodo di permanenza nella Stazione Ecologica per le operazioni di conferimento, sia per l’aspetto complessivo dell’area , individuando opportuni spazi verdi.

      Sono pertanto state abbinate essenze arboree di schermatura (Populus Nigra; Prunus Laurocesare) con altre più specificatamente ornamentali (Lavandula, Cercis Siliquastrum; Salix Babylonica; Forsythia Intermedia)

      L’assortimento così ottenuto risponde al criterio dell’insediamento ambientale compatibile con le altre attività del territorio circostante.

      4. SCARICHI

      In riferimento normativo è il Decreto Legislativo 11 maggio 1999 N°152 portante “Disposizioni sulla tutela delle acque dall’inquinamento”.
      Il deflusso dal piazzale è regolato tramite una canaletta prefabbricata 50 x12 cm con intervallate delle caditoie in ghisa sferoidale ogni 15,00 mt circa.
      Al piede delle rampe di accesso alla quota + 1,20 mt ed all’ingresso alla Stazione stessa, sono previsti dei grigliati stradali tipo Keller.

      Tutta la rete di raccolta delle acque di pioggia è convogliata con tubazione in P.V.C: UNI EN 1401 diam 200 mm serie SN 4 SDR 41 UD, nel pozzetto di decantazione posto a monte del pozzetto finale. La sua dimensione, rapportata alla superficie della stazione, consente un volume di vasca di circa 2,00 mc.

      4.1 Acque saponate

      Provengono dall’ufficio, locale antibagno, dove è posto il lavabo: queste acque, tramite un pozzetto separatore, raggiungono la tubazione di scarico a valle fossa biologica.

      4.2 Acque nere

      Lo scarico del servizio igienico avviene tramite fossa biologica.
      Quest’ultima è calcolata per un carico di persone servite pari a 5 (cinque), ossia con dimensioni di circa 1,00 x 1,00 x 1,50 (H) mt corrispondente ad una dotazione per utente di 300 lt.

      Le reti descritte nei punti 4.1), 4.2), 4.3) nonché i pluviali (di diam 80 mm) dal box uffici, confluiscono tutte nel pozzetto di ispezione finale, di dimensioni minime 60 x 60 cm, sifonato.

      4.3. Caratteristiche delle acque scaricate

      In relazione alle caratteristiche descritte nei punti che precedono, le acque scaricate restano all’interno dei valori limite di emissione in TAB.3 del D. Lgs. N°152 succitato.

      Da un punto di vista quantitativo si considera un’erogazione al lavabo di circa 50 lt/giorno ed una sequenza pari a 10 scarichi x 15 litri a scarico = 150 lt/giorno, ossia in totale 200 lt/giorno = 0,2 mc /giorno.

      5. ADDUZIONE ACQUA

      Il fabbisogno idrico è limitato alla funzionalità di un servizio igienico più lavamani e l’eventuale irrigazione degli spazi verdi.

      Dato il tipo di insediamento, si considera un uso non domestico con scarico e depurazione.

      E’ valutata pertanto un’alimentazione tramite un unico contatore con una portata pari a 0,4 lt/sec.

    • adesso invece gli autoministi delle due sicilie schierati con il centro destra o pseudo tale cosa ne pensano del ricorso presentato da un “sostenitore” dello stesso schireramento per bloccare l’isola ecologica solo per il piacere dei singoli e non della collettivita’

  • mi spiegate quale sara’ la strada di accesso a quest’area?
    a me risulta solo un accesso da un viale privato .
    e’ possibile?

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