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Tango, Valencia Batiuk insegnante d’eccezione al Torchio

giovedì 19 febbraio 2009, di Gabriella Bellini


Somma Vesuviana. Una musica coinvolgente e leggera in sottofondo, venti coppie che abbracciate girano lungo la pista e al centro lei che in un affascinante italiano misto allo spagnolo spiega ai suoi allievi i passi da seguire. E’ l’atmosfera che ha colto chi ha avuto la possibilità di vedere esibirsi al Torchio di Somma Vesuviana Valencia Batiuk, ballerina di tango e, negli ultimi anni, soprattutto insegnante in giro per l’Europa per tramandare agli estimatori del genere le tecniche di un vero tanghero. Ha cominciato tardi Valencia, a 17 anni, ma da quando si è avvicinata al tango nel suo Paese natale, l’Argentina, non ha mai smesso. “Volevo ballare”, racconta, “studiavo e i miei non volevano mi dessi al ballo, ecco perché ho cominciato tardi, prima mi sono avvicinata alla danza contemporanea, ma quando ho sentito il tango e l’ho visto ballare me ne sono innamorata”. Valencia, che oggi ha 36 anni, è stata ballerina della compagnia Tangokinesis (compagnia il cui lavoro si basa su una fusione fra la danza contemporanea ed il tango), con la quale presenta la prima dell’opera "Tango, Vals, Tango" al Festival di Avignone (Francia), spettacolo che ha preso parte ad un tournee in Italia, Colombia, Spagna, Argentina e Stati Uniti. Ha potuto ballare ed insegnare al fianco di volti noti, come Horacio Godoy, Julio Balmaceda, Pablo Inza. Quando la incontriamo a Somma, nella sede del Torchio (associazione sempre pronta a seguire le tendenze ed a offrire al pubblico spettacoli pregevoli, con esponenti di rilievo) è reduce da altre lezioni tenute a Roma e Napoli e sta per partire per Atene dove terrà altri corsi prima di tornare a Buenos Aires. Nel 2004 ritorna nella sua città fonda assieme a Luciana Valle e Dina Martínez "El motivo tango", un progetto che comprende pratiche, lezioni, seminari e progetti istituzionali in Argentina e all’estero. “Sono soprattutto una ballerina di tango”, dice, “ma ho una famiglia, una bimba e non potevo restare sempre in tournee, quindi mi sono data all’insegnamento e le soddisfazioni sono tante. E’ davvero bello vedere che i miei allievi, anche negli stage, mi seguono e migliorano”. Lezioni piacevoli soprattutto a Napoli. “Gli argentini e i napoletani sono molto simili”, aggiunge Valencia, “è piacevole soprattutto il rapporto con le persone, l’approccio è diverso siete affettuosi ed insegnare qui mi rende ancora più soddisfatta“.

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