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Fiat di Pomigliano, Massimo Ranieri devolverà alcuni incassi agli operai

mercoledì 11 marzo 2009


NAPOLI.Massimo Ranieri devolverà i proventi delle prime cinematografiche di Roma e Napoli del suo ultimo film, “L’ultimo Pulcinella” di Maurizio Scaparro, ai lavoratori in lotta dello stabilimento Fiat di Pomigliano D’Arco. L’annuncio arriva al margine di una intervista in cui l’attore napoletano spiega il suo personalissimo rapporto con una maschera, quella di Pulcinella appunto, che definisce: “sfrontata, comicamente ironica, verbalmente violenta, ma mai volgare”. “Una maschera-continua il poliedrico artista napoletano- dolorosa e che fa pensare, la quale non usa il bastone, ma lo subisce perché la sua arma è la lingua”. Non lesina un pensiero per la sua città natale, Napoli,: “"I miei cari, il mio cuore è a Napoli, e ci torno più spesso che posso. Bisogna restare, i giovani debbono resistere, se no è il disastro. Qualcuno deve rispondere a chi dice che la monnezza é un problema napoletano, mentre le monnezze sono tante, grandi e piccole, ma sparse per tutto il paese".Intanto il gesto di Massimo Ranieri è stato molto apprezzato tra i lavoratori pomiglianesi. Infatti come spiega Giovanni Sgambati, segretario dgenerale Uilm Campania:"E’ molto apprezzata e sentita queste iniziativa solidale del maestro Scaparro e di Massimo Ranieri. Ed è tanto più di rilievo perché in questo modo anche dal mondo autorevole della cultura, del teatro, del cinema ci fanno sentire non isolati a difendere un presidio di legalità, lavoro e civiltà qual è lo stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco. Ma d’altronde dal maestro Scaparro, da sempre socialista, la sua sensibilità a questi temi non è che una conferma". Ma non solo la cultura si stringe intorno ai lavoratori Fiat di Pomigliano. Anche la politica fa sentire la sua voce. A parlare difatti è Carmine Mocerino, capogruppo in consiglio regionale dell’Unione di Centro, il quale spiega la posizione dei centristi in merito al contributo che la Regione Campania si è impegnata a versare ai lavoratori. “La chiusura di Pomigliano rischia di diventare una tragedia sociale. 60’000 persone dipendono direttamente dallo stabilimento. L’erogazione del contributo agli operai da parte della Regione Campania, è un’operazione apprezzabile, ma non basterà a salvare l’azienda". Il consigliere chiede un intervento diretto allo Stato perché: “ Diventa oggi, assolutamente necessario un ulteriore intervento da parte dello Stato. La politica degli ecoincentivi alla vendita, infatti, rischia di essere un’operazione fine a stessa, che punta, ciecamente, a smuovere un mercato che, in questo momento storico, fa acqua da tutte le parti. Lo Stato deve intervenire direttamente, finanziando la sua anima economica, contribuendo alla riconversione industriale del sito, affinché - conclude Mocerino - esso si trasformi in un grande stabilimento in grado di affrontare la sfida tecnologica eco ambientale".

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