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Somma Vesuviana: Ecco i primi segni della riforma Gelmini

giovedì 19 marzo 2009


Somma Vesuviana. Compton-Burnett scrisse: “Vorrei sapere chi ha inventato l’innocenza infantile. Doveva essere un bell’originale”. Si perché la storia che stiamo per raccontare mette a nudo l’innocenza di alcune classi di bambini di Somma Vesuviana, precisamente del I circolo didattico di via Roma, tristi per la perdita, dal prossimo anno, di due delle loro cinque maestre. Il tutto (inteso come tagli,rotazioni ed accorpamenti di classi) in nome di riforme e controriforme che prima o poi fanno i conti con i rapporti umani, al di là di quelli che sono i semplici numeri o bilanci.A raccontare l’episodio alcune madri le quali si sono riservate il diritto dell’anonimato sull’intera faccenda. “Siamo rassegnate- raccontano- a dover perdere due insegnanti che sono diventate un punto di riferimento per i nostri bambini sia da un punto di vista umano che didattico. E non solo- aggiungono- anche noi abbiamo trovato in loro delle preziose collaboratrici. Ecco perdiamo delle amiche pronte a consigliarci e confortarci nei momenti più delicati dei rapporti con i nostri figli”. Ma la forza dell’innocenza dei bambini la si osserva dalle lettere che questi ultimi hanno scritto proprio alle due maestre. “Maestre dolci e gentili, non ci lasciate”. Ed ancora: “Vi vogliamo tanto bene e preghiamo ogni sera per voi”. La pila di lettere, scritte con i colori più vari, è alta venti centimetri. Venti centimetri in cui è racchiuso l’affetto e l’ammirazione per queste donne, probabilmente madri, che insegnano per poco o niente, animate dalla forza dell’amore per la pedagogia. “Siete profumate come delle rose rosse”. Qualche bambino spinge i versi più in là e scrive “Sei bellissima”. Inoltre: “Sei elegante”. Ma quello che colpisce sono le dichiarazioni d’affetto e d’attaccamento. “Questo sistema di cambio continuo degli insegnanti danneggia i nostri bambini che perdono i punti di riferimento e il metodo di studio”. Sul metodo di studio c’è qualche riserva, vista l’età dei piccoli e la loro poca applicazione allo studio, ma sull’aspetto dell’affetto si può essere più che d’accordo. Sperando che con l’introduzione dell’insegnante unico, i vecchi maestri d’un tempo, certe lettere d’affetto siano solo un esercizio d’innocenza e non uno sfogo di tristezza.

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