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Rissa per l’affidamento dei figli, 7 arrestati e due carabinieri contusi

venerdì 20 marzo 2009, di Gabriella Bellini


Pomigliano d’Arco . La loro storia d’amore era finita e ora litigavano per l’affidamento dei figli, ma da una semplice discussione ne è scaturita una rissa che ha coinvolto sette persone ed ha mandato all’ospedale anche due carabinieri. Il paradossale episodio si è verificato a Pomigliano d’Arco, in via Roma, dove una pattuglia di militari dell’Arma ha arrestato sette persone, tutte imparentate fra loro, per rissa aggravata ed uno (il capofamiglia) anche per resistenza a pubblico ufficiale. A finire in manette sono stati Salvatore Ferretti, 31 anni, già noto alle forze dell’ordine, i fratelli Saverio e Aniello di 36 e 24 anni, entrambi operai incensurati, così come gli altri coinvolti: Angela Penna, 35 anni, Gioacchino Ferretti di 39, Giuseppina Remorino, 28 anni e Pierina Cavataio di 41. A far intervenire sul posto i carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna, al comando del capitano Orazio Ianniello, è stata una segnalazione telefonica che avvisava il 112 di una rissa tra due famiglie. Salvatore Ferretti si era recato nell’abitazione dell’ex moglie per discutere dei figli, ma subito il clima si è surriscaldato e dalle parole si è passati alle mani e per sfuggire alla violenza dell’ex coniuge la donna è scappata in strada, Ferretti l’ha seguita con un bastone ed ha cercato di colpirla, mentre i suoi parenti e quelli della donna cercavano invano di fermarlo e proteggere lei da quella violenta aggressione. Il 31enne non si è calmato neppure alla vista dei militari, anzi ha sferrato una bastonata ai carabinieri che tentavano di dirimere la lite, e solo dopo è stato immobilizzato e denunciato anche per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. I due militari hanno riportato uno un trauma contusivo al polso e alla mano destra, e l’altro un trauma toracico con cervicalgia giudicate guaribili in quindici e dieci giorni. Alla fine i militari hanno bloccato ed arrestato l’intero nucleo familiare, che è ora in attesa di essere giudicato con rito direttissimo. Neanche a loro è andata bene, oltre alle manette ed i guai giudiziari, per tutti è stato necessario passare per il pronto soccorso di due ospedali, il Santa Maria della Pietà di Nola e l’Apicella di Pollena Trocchia, qui i medici che li hanno visitati hanno riscontrato traumi contusivi in varie parti del corpo giudicandoli guaribili dai 2 ai dieci giorni.

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