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"Crisi Fiat, se lo stabilimento non chiuderà i vincitori sono gli operai non certo i politici"

sabato 28 marzo 2009, di La redazione


Pomigliano d’Arco. Di seguito pubblichiamo la lettera che ci ha inviato sulla crisi dello stabilimento Fiat, il rappresentante sindacale, Gerardo Giannone.

Chi vince e perché!

Negli ultimi 4 mesi la classe operaia dello stabilimento fiat di Pomigliano ha incominciato un lungo cammino che pian piano le iniziative crescevano più cresceva l’interessamento dei media e dunque anche delle istituzioni. Ricordo ancora quel 24 dicembre del 2008 quando 22 delegati di Pomigliano andarono a Napoli tra il salotto di piazza Dei Martiri con la presenza della Rai regionale a quelli come me che scelsero il mercato popolare della Maddalena senza telecamere e cronisti, fu una vigilia che segnò nel suo piccolo la nascita del movimento operaio (anche se gestito e guidato da pochi delegati ) in lotta contro il sistema capitalistico che avendo rotto gli argini del suo essere era ed è sprofondato in una crisi mondiale.
Dicevo, le iniziative di visibilità furono subito aumentate e la partecipazione divenne totale per quanto riguarda i delegati e parziale e minoritaria degli operai, ma, già quella minima partecipazione dava un segnale di risveglio d’orgoglio misto alla paura reale di perdere il proprio posto di lavoro. Volantinaggi ai centri commerciali, blocco delle strade regionali, assemblee pubbliche fuori ai cancelli chiusi della fabbrica, assemblea pubblica al cinema Gloria di pomigliano, presidio sotto l’unione degli industriali a Napoli, blocco dell’autostrada Napoli-Roma con conseguente scontro con la polizia, presidio e conferenza stampa al teatro Ariston di Sanremo fino ad arrivare alla grande manifestazione del 27 febbraio 2009 a Pomigliano che vide la presenza di oltre ventimila persone che gridavano un solo slogan “ POMIGLIANO NON SI TOCCA “, poi la volontà di chiedere lunedì 23 marzo un incontro al prefetto Pansa per chiedere un colloquio con il presidente del consiglio SILVIO BERLUSCONI. Ora dopo questo incontro tenutosi mercoledì 25 marzo alle ore 19 alla prefettura di Napoli sembra che la soluzione ai problemi della classe operaia di Pomigliano siano in via di risoluzione, in quanto il premier sarà protagonista di un incontro tra sindacati e Fiat sulla spinosa questione della assegnazione produttiva di un nuovo modello allo stabilimento di Pomigliano. Però se la storia finisse qui chi sarebbe il vincitore? Ovviamente il tutto e suscettibile di verifica nei fatti concreti e non delle chiacchiere, ma, io una risposta ce l’ho. Io credo che il vero vincitore qual’ora la Fiat decidesse per l’anno venturo di assegnare l’Alfa 149 ( unico modello realmente realizzabile in tempi brevi ) a Pomigliano siano gli stessi operai che hanno iniziato questa difficile battaglia, operai che lasciando mogli, figli e fidanzate hanno buttato il sangue nell’affannosa ricerca di pubblicizzare il grave rischio che tutt’oggi si corre ancora, cioè, la distruzione dell’intero impianto produttivo della regione Campania. Per essere ancora più chiari e capire al meglio il fenomeno vi elenco alcuni dati delle aziende collegate in modo diretto ed indiretto allo stabilimento di pomigliano:
1. fiat di pomigliano 5000 dipendenti
2. fiat enti commerciali 62
3. F.G.A CAPITAL EX SAVA 21 DIPENDENTI
4. PLASTIC COMPONENT EX ERGOM NAPOLI 685 DIPENDENTI
5. PLASTIC COMPONENT EX ERGOM POMIGLIANO 55 DIPENDENTI
6. SIRO 80 DIPENDENTI
7. FENICE 45 DIPENDENTI
8. NOVAFERO 60 DIPENDENTI
9. LIFI 43 DIPENDENTI
10. DEVIZIA TRANSFER 37 DIPENDENTI
11. LA TIBERINA 99 DIPENDENTI
12. MARELLI CAIVANO 130 DIPENDENTI
13. LEAR CAIVANO 124 DIPENDENTI
14. BEN VAUTER 55 DIPENDENTI
15. G.M. SINTER SOUTH 130 DIPENDENTI
16. S.G.C. EX SELCA 30 DIPENDENTI
17. OSLA SUD 90 DIPENDENTI

POI NELLA PROVINCIA DI AVELLINO Ci SONO:

1. F.M.A. 1700 DIPENDENTI
2. CEVA 300 DIPENDENTI
3. A.S.M. 200 DIPENDENTI
4. AS. TEC. 130 DIPENDENTI
5. C.M.S. 130 DIPENDENTI
6. DENSO 900 DIPENDENTI
7. CABLAUTO 95 DIPENDENTI
8. LIMA SUD 120 DIPENDENTI
9. TECNOSTAMPI 80 DIPENDENTI
10. ALMEC 270 DIPENDENTI

A BENVENTO CI SONO:

1. B.C.S. 69 DIPENDENTI
2. CABLELETTRA 80 DIPENDENTI
3. FICO MIRRORS 190 DIPENDENTI

POI CASERTA CON :

1. TECARB 22 DIPENDENTI
2. PLASTIC COMPONENTS 120 DIPENDENTI
3. PROMA CASERTA 203 DIPENDENTI
4. PROMA MIGNANO 112 DIPENDENTI
5. TOWER 295 DIPENDENTI
6. MOVI SISTEM 16 DIPENDENTI

INFINE SALERNO CON:

1. C.M.S. 110 DIPENDENTI

PER UN TOTALE DI DIPENDENTI PARI A 11872 ADDETTI IN CASSA INTEGRAZIONE.

Ora e chiaro che l’indotto auto rappresenta il motore portante per l’economia campana considerando sia i dipendenti sia il fatturato che da esso ne scaturisce.
Pensare che il solo sito della Fiat di Pomigliano può produrre, coma già successo nel 2007, un fatturato commerciale di 3,5 miliardi di euro significa quanto meno raddoppiare il tutto se si tiene presente l’attività alle aziende ad essa collegate, per non parlare che il sito di pomigliano esporta il 60% delle auto che produce, ciò significa che il valore reale diviene fondamentale per la ricchezza dell’intero paese.
Insomma la lotta fatta fin qui non e solo di rappresentanza di una categoria ma è salvaguardia dell’intero paese, dunque l’eventuale merito di una plausibile soluzione del problema di assegnazione di auto vettura al GIAN BATTISTA VICO FIAT DI POMIGLIANO e solo merito della sua CLASSE OPERAIA e non di una classe politica che ha aspettato 4 mesi di battaglie per interessarsi del problema che non e locale ma nazionale, dunque merito alle TUTE BLU DI POMIGLIANO.

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