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Somma, condannato per usura gli confiscano la villa con piscina

sabato 4 aprile 2009


Somma Vesuviana. Un sequestro di quelli che non possono passare inosservati: una villa con piscina e diversi conti correnti. Insomma, cifre notevoli quelle confiscate a Salvatore Simeone, 68 anni e residente a Somma Vesuviana. L’uomo è stato condannato per usura nell’ambito di un processo avviato nel 2005. Ieri è arrivata la disposizione del tribunale che è stata poi portata a termine dagli agenti di Polizia del commissariato di Ponticelli. Gli uomini, agli ordini del vicequestore Luciano Nigro, hanno apposto i sigilli alla lussuosa residenza a Somma Vesuviana e alcuni conti correnti su cui sono depositate ingenti somme di denaro. Questi, dunque, i beni sequestrati a Simeone. L’uomo che nella vita di tutti i giorni è un imprenditore che opera nel settore ortofrutticolo, è stato condannato in un processo avviato più di tre anni fa e partito dalla denuncia di alcune delle vittima stanche di dover sottostare alle minacce e alle pressioni degli strozzini, di cui faceva parte anche l’uomo. L’usura era, infatti, l’attività secondaria cui si era dedicato il 68enne e che gli aveva permesso di mettere su una villa, con tanto di annessa zona solarium e piscina, e che secondo gli inquirenti era il frutto dell’attività criminale che aveva svolto per anni, da qui la decisione della confisca dei beni immobili come del denaro che si trovava sui conti correnti intestati a Simeone.

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