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Sant’Anastasia, rubato olio dai pacchi Caritas

venerdì 10 aprile 2009, di Mina Spadaro


Sant’Anastasia. Ancora un furto alla chiesa Francescana di Sant’Antonio, nel borgo antico del paese. Ad essere stato sottratto, stavolta, si tratta di olio destinato alle famiglie bisognose, italiane e straniere, della comunità parrocchiale. Già alcuni mesi fa, precisamente poco prima di Natale, dai pacchi di viveri della Caritas destinati ai poveri, erano stati rubate 15 scatole di formaggio, per la precisione 350 pezzi. Stavolta, poco prima di Pasqua, a sparire sono state 60 bottiglie di olio di semi. E nient’altro. Alquanto strano, infatti, è che gli scatoli da cui è stato prelevato l’olio, erano pieni di pasta e altri tipo di cibo,tra cui pasta e biscotti, che non sono stati toccati. Il furto è avvenuto durante la notte tra venerdì e sabato scorso. I ladri sarebbero entrati dal giardino del convento rompendone il cancello. Dopo aver danneggiato la porta d’ingresso, si sono intrufolati nel deposito Caritas dove, attenti a non farsi sentire da nessuno, hanno individuato i pacchi di cibo e commesso il furto. “Sicuramente si tratta di un furto da parte di gente povera a gente povera” commenta padre Giacomo Verrengia. “Stavolta, però, - continua padre Giacomo – il furto ha avuto un significato particolare, più affettivo, in quanto l’olio era stato donato dai ragazzi del catechismo per l’offertorio della giornata Caritas”. Ieri e oggi, infatti, 120 famiglie italiane e circa 80 famiglie straniere sapevano di ricevere beni di prima necessità per poter avere anche loro di che riempire quotidianamente le proprie tavole e di che sfamare i propri bambini. E, nonostante il furto, non sono state deluse. Lo stesso padre Giacomo, infatti, ha provveduto a ricomprare una parte dell’olio. È molto probabile che i ladri d’olio siano gli stessi del mese di dicembre mentre, a parte il percorso seguito, non sembrerebbero esserci legami con il furto del baldacchino per l’Ostensorio avvenuto poche settimane fa. Furto, quest’ultimo, di un oggetto di un certo valore economico, contro i due furti di beni di fondamentale necessità, dettati con molta probabilità dalla fame e dalla disperazione. Urgono, ad ogni modo, misure cautelari. “Per ora abbiamo provveduto a riaggiustare le porte – informa padre Giacomo – ma stiamo pensando ad un sistema di videosorveglianza sperando che già solo il fatto di essere installato serva a tenere lontani il ladri”. Del colpevole, o dei colpevoli, non si conosce il nome né il viso, né sembrano ricadere sospetti su particolari individui. Fa comunque riflettere il fatto che i furti avvengano in prossimità di feste religiose importanti e che ad essere sottratto sia sempre cibo di un solo tipo, mentre tutto il resto venga lasciato dov’è. “La misura cautelare più forte – conclude padre Giacomo – è riuscire a far capire che si tratta di cibo destinato ai poveri, cibo che viene offerto da persone con un gesto di solidarietà e spesso costa anche sacrifici e privazioni”. Dispiace sentire notizie del genere che infrangono le speranze della povera gente e che abbattono le fondamenta dei principi di solidarietà e altruismo. Dispiace in modo particolare quando avvengono in quei periodi dell’anno in cui il clima di forte religiosità dovrebbe spingere a riflettere di più prima di commettere tali gesti.

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