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Coppola (Pd): "Ecco cosa la Provincia potrà fare per Gragnano"

martedì 21 aprile 2009


Gragnano - "La Provincia di Napoli può essere un ente utilissimo alla risoluzione dei problemi di Gragnano se chi andrà ad amministrarla sarà capace di metterne in evidenza le sue funzioni, intervenendo nell’ambito delle sue competenze". Lo afferma Elio Coppola, candidato in pectore del Pd alle elezioni provinciali del 6 e 7 giugno, e la sua è anche una piccola stoccata nei confronti di chi, eletto in questo collegio, nella scorsa consiliatura non è stato capace di fare più di tanto per Gragnano.
Coppola, la cui candidatura dovrebbe essere ufficializzata nei prossimi
giorni, elenca gli ambiti nei quali la Provincia può e deve giocare un ruolo
importante nella partita dello sviluppo della capitale della pasta. A
cominciare dalle questioni urbanistiche. "Il consiglio provinciale", ricorda
il consigliere comunale uscente del Pd, "ha l’ultima parola in materia di
approvazione del redigendo piano urbanistico comunale. Uno strumento
fondamentale per tracciare le linee del rilancio e della crescita delle
attività industriali. Ci sono aziende che la giunta Serrapica ha abbandonato al suo destino, attraverso scelte discusse e discutibili che non hanno saputo dare risposte a chi, ad esempio, chiedeva spazi per ampliare magazzini e aree di stoccaggio. Bisognava accompagnare alcune imprese nella crescita, e invece la si è frenata per motivi che di strategico e di politico avevano ben poco. Il Puc e l’amministrazione provinciale chiamata a dire sì allo strumento urbanistico dovranno tracciare una decisa inversione di rotta rispetto al passato". C’è poi un’altra vicenda che pesa e non poco sulla sorte delle attività produttive di Gragnano, ed è quella del dissesto idrogeologico. "Ci sono decine di pizzerie che rischiano la chiusura, perché parti importanti del territorio di Gragnano ricadono nella cosiddetta "zona rossa". Il sottoscritto si è attivato, ha convocato l’incontro col prefetto, ha sollevato il problema di un’eventuale riperimetrazione dell’area che tenga conto di nuovi studi e nuovi rilievi. La Provincia, i suoi uffici tecnici e i loro organi politici, potranno fare molto in materia, sollecitando azioni e interventi nella direzione della riperimetrazione, che consentano a decine di piccole e medie aziende di proseguire l’attività senza pericoli per la pubblica incolumità".
Coppola sottolinea una delle principali competenze dell’Ente di piazza
Matteotti: le scuole. "Pochi giorni fa ho letto le dichiarazioni di alcuni
insegnanti dell’istituto Don Milani che denunciano il rischio-trasferimento
di due sezioni verso Castellammare di Stabia. Bisogna lavorare per
scongiurare questa eventualità" sostiene l’esponente del Pd "il Milani è
un istituto che accoglie studenti provenienti da tutti i Monti Lattari. E
non possiamo pensare di costringerli a recarsi ogni giorno fino a
Castellammare".
Coppola conclude criticando l’anomala coalizione che si accinge a sostenere Giovanni Caso alle elezioni provinciali, candidato più che probabile di Idv e a Gragnano tra i protagonisti di un anomalo cartello elettorale che vede insieme il partito di Di Pietro con Udc, Alleanza di Centro, Nuovo Psi. Una coalizione che si autodefinisce "di moderati" ma che secondo il consigliere comunale uscente è solo un patto di convenienza reciproca. "Il Pd" afferma "è un partito coerente che decide programmi e candidature attraverso un processo di consultazione e partecipazione dei propri iscritti e confrontandosi con le associazioni e con la città. Tutt’altra cosa della innaturale coalizione che si è formata a Gragnano e che ha tra i suoi scopi quella di determinare il sostegno alla candidatura di Giovanni Caso alle provinciali nelle fila di Idv. Un’operazione che tra l’altro disorienta l’elettorato d’opinione dipietrista, che forse si stava avvicinando al centrosinistra e guardava con interesse alle istanze di rinnovamento rappresentate da Inserra, e che assiste perplesso ai suoi esponenti locali che fanno scelte di altro tipo e si alleano col centrodestra. Mi chiedo dove sia il tavolo provinciale del centrosinistra, se è a conoscenza di quanto sta accadendo a Gragnano. E’ grave se Idv di Gragnano abbia agito all’insaputa dei loro vertici provinciali. Ma è ancora più grave se lo abbia fatto con il loro consenso".

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