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Somma Vesuviana, ecco quanto costa ai cittadini l’esternalizzazione dei tributi

sabato 2 maggio 2009


Somma Vesuviana. Divampano le polemica sulle percentuali che il Comune di Somma Vesuviana versa alla Geset, la società che ha in appalto l’esternalizzazione dei tributi. A denunciare il caso, in verità alquanto anomalo, è il consigliere d’opposizione del Pd Alfonso Auriemma il quale, nell’ultimo consiglio comunale tenutosi venerdì scorso, ha sollevato il polverone dinnanzi alla maggioranza guidata dal sindaco Raffaele Allocca. “Ho analizzato le cifre poste nel bilancio consuntivo approvato dalla maggioranza e- dichiara il consigliere che in passato ha ricoperto la carica di sindaco a Somma Vesuviana- mi sono reso conto che il nostro Comune versa alla Geset 687mila euro di commissione sulla raccolta dei tributi”. La Geset entra in gioco nella cittadina sommese nell’estate del 2007. Precedentemente ad espletare il servizio era la Gestline. Quest’ultima ebbe in appalto, con una delibera consiliare del 5 marzo 2007, approvata dalla prima amministrazione Allocca(Udc, An, Fi, e lista Cuore), l’accertamento, la liquidazione e la riscossione di tutti i tributi locali quali: Ici, Tarsu, Tosap. Inoltre avrebbe gestito anche il servizio delle pubbliche affissioni e l’imposta comunale sulla pubblicità. Le motivazioni addotte da quella maggioranza, la quale da lì a poco avrebbe sfiduciato lo stesso Allocca, furono che tale iniziativa avrebbe portato a realizzare un’economia di spesa ed un miglioramento del servizio, specie per quanto atteneva alla
lotta alla elusione ed all’evasione tributaria. La percentuale versata dall’Ente comunale era dell’ 1,50% sui tributi riscossi. Lo stesso appalto, secondo la legge 248/2005, poteva essere prorogato fino al 2010. Ma della proroga non se ne fece nulla perché, alla fine dell’agosto 2007, fu espletata una nuova gara d’appalto (dalla quale paradossalmente la Gestline venne esclusa) vinta dalla Geset con un aggio (il costo per il servizio di riscossione) dell’8,07% più Iva. Oltretutto, una clausola capestro inserita nel contratto consentirebbe alla ditta di versare la cifra riscossa al Comune il giorno 20 del mese successivo al trimestre di riferimento di riscossione tributi. “La cosa più clamorosa- dichiara Auriemma- è che la Geset non ha fatto altro che prendere i tabulati dei contribuenti con i relativi importi a carico già da anni consolidati ed inviare le notifiche. Tutto qui”. Il tutto sempre secondo il consigliere “senza che sia stato raggiunto l’introito tributario previsto nel bilancio preventivo e con il rischio, visto l’aumento fisiologico della Tarsu dovuto alla totale copertura da parte dei comuni dei costi della raccolta dei rifiuti , di un consistente aumento dei 687mila euro già intascati”. La risposta dell’amministrazione Allocca su questa vicenda non è tardata ad arrivare. Difatti il primo cittadino ha dichiarato che “La percentuale dell’8,07% più Iva versata alla Geset è la più bassa tra i comuni dell’intera area”.Peccato solo che il sindaco Allocca venga smentito dall’atteggiamento degli stessi comuni limitrofi i quali hanno scelto strade totalmente opposte all’ esternalizzazione. E’ il caso ad esempio di Sant’Anastasia, guidato da un sindaco del Pdl, Carmine Pone il quale ha “investito” sul suo ufficio tributi (potenziandolo con unità interne alla pianta organica dell’Ente e mettendogli a disposizione dei buoni strumenti legislativi come il condono, in verità applicato anche a Somma, e la rottamazione delle cartelle) anziché pagare a peso d’oro l’esternalizzazione ad una società privata. Ma non è solo l’esternalizzazione far levare gli scudi all’opposizione. Nell’occhio del ciclone sembra sia finita anche la decisione dell’amministrazione Allocca di applicare il principio della retroattività a cinque anni dei soldi da versare all’Ente comunale. “E’ anomalo questa scelta- dichiara Luigi Aliperta, capogruppo in consiglio comunale dell’Udc- di applicare la retroattività di cinque anni. Capisco le difficoltà dell’amministrazione Allocca a gestire un bilancio privo dell’ entrate Ici sulla prima casa(tra l’altro il provvedimento è stato voluto dallo stesso governo Berlusconi), ma non è possibile che i cittadini, già tartassati dall’aumento dei costi di molti servizi( alcuni dei quali del 2000%), debbano anche subire questo smacco. Il motto “pagare tutti pagare meno” –conclude Aliperta- non è stato assolutamente applicato da questa amministrazione”. Ritornando all’ esternalizzazione dei tributi alla Geset sarebbe utile che l’amministrazione, o meglio il sindaco, seguisse il consiglio dello stesso Alfonso Auriemma: “Sindaco gli uomini intelligenti ammettono i propri sbagli sbagli e tornano sui propri passi”. Perché come scrisse Svetonio nel “Vite dei dodici Cesari” : “Il buon pastore deve tosare le pecore, non scorticarle”.

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