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Somma Vesuviana, la protesta de "I Malatesta" giunge fino al tribunale di Nola

martedì 19 maggio 2009


Somma Vesuviana. E’ giunta fino al tribunale di Nola la protesta del comitato civico de “I Malatesta” di Somma Vesuviana. Il comitato civico permanente, costituito in opposizione al sito di stoccaggio di via Colle, nella mattinata di ieri ha inscenato un sit in di protesta davanti alle mura del tribunale della cittadina Bruniana. Una sessantina di persone in tutto giunte da Somma Vesuviana con l’intento d’incontrare il procuratore capo Paolo Mancuso per conoscere lo stato delle indagini relative alla denuncia fatta, nell’aprile dell’anno scorso, dallo stesso comitato in merito al sito. L’incontro c’è stato e a raccontarne l’esito è stata proprio la delegazione che vi ha partecipato. “Il Procuratore Mancuso è stato gentilissimo ad accoglierci e ad ascoltarci. Solo che il nostro fascicolo, alla fine di maggio dello scorso anno, è stato trasmesso al procuratore aggiunto Aldo De Chiara della Procura di Napoli”. Dunque è la Procura partenopea ad occuparsi del caso. Caso complesso che in questi ultimi giorni ha messo in fermento il mondo politico locale. Difatti sempre nella mattinata di ieri l’opposizione, guidata da Luigi Aliperta dell’Udc e Alfonso Auriemma del Pd, ha presentato la richiesta per un consiglio comunale straordinario proprio in merito alla vicenda. Vicenda nella quale non è chiara la posizione del Comune sommese. Difatti stando ai verbali dell’ultima conferenza di servizi, che si è tenuta il 6 maggio scorso e che è stata rinvita al 15 giugno prossimo, mancherebbero alcuni certificati urbanistici che proprio il Comune dovrebbe fornire agli organi preposti per far sì che si attivi il sito. Il primo certificato è relativo alla tipologia dell’ area industriale di via Colle, “indicata- stando al verbale- genericamente e non secondo la classificazione prevista dal Turs per le attività di prima e seconda classe”. Il secondo che manca invece è la planimetria dell’area. Ma l’assessore all’ambiente di Somma Vesuviana Lello Angri non ci sta a sobbarcarsi tutte le responsabilità del caso e parla di “Strumentalizzazione politica da parte di qualcuno che in campagna elettorale fomenta i cittadini di via Colle agitando lo spauracchio dei rifiuti”.

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