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Giorgio Marigliano(Udc): "C’è bisogno di un piano serio per le piccole e medie imprese del vesuviano"

lunedì 1 giugno 2009


Somma Vesuviana. E’stato uno di quei (pochi)moderati della Margherita a non aver accettato la fusione con i Ds e la conseguente entrata nel partito democratico. E probabilmente, visti gli sviluppi nel Pd, ha fatto la scelta migliore. Giorgio Marigliano, 50 enne imprenditore tessile, è il candidato dell’Udc alle prossime elezioni provinciali del 6 e 7 giugno nel collegio 41 (Somma Vesuviana, Ottaviano e San Giuseppe Vesuviano). Sposato e padre di due figli vive a San Gennarello di Ottaviano. Attualmente ricopre la carica consigliere comunale di opposizione nelle fila dell’ Unione di Centro nell’amministrazione di Mario Iervolino. La sua candidatura alla Provincia nasce “Dall’esigenza di riportare in alto questi territori da troppo tempo senza una chiara e netta programmazione di sviluppo politico- economica”.
Signor Marigliano, le faccio la più classica delle domande. In virtù dell’annoso dibattito nel quale la politica si ripropone di abolire le Province, definite spesso come inutili e dispendiose, ci spiega perché i cittadini dovrebbero recarsi alle urne a rinnovarne i vertici amministrativi?
Guardi, è lo stesso discorso che si sta facendo in questi giorni sul numero di parlamentari. Sono troppi come sono troppe le Province, soprattutto quelle con qualche decina di migliaia di abitanti create ad hoc per soddisfare gli appetiti della mala politica. Io invece ritengo che l’Ente provinciale napoletano sia più che necessario in considerazione del bacino d’utenza vastissimo il quale è anche estremamente complesso da un punto di vista socio-economico. Inoltre non scordiamoci che questa area diverrà a breve Città Metropolitana e noi dobbiamo essere pronti a raccogliere la sfida.
Mi da un giudizio sull’amministrazione uscente di centrosinistra?
Per me la stagione del centrosinistra in Campania è abbondantemente conclusa. Ora bisogna stringersi attorno ad un progetto politico-amministrativo solido che rilanci la nostra comunità. Ecco io guardo con ottimismo al futuro.
Un futuro che sembra un ritorno all’antico visto che l’Udc è tornata a correre, in questi territori, con il centrodestra. Ma non si rasenta l’opportunismo politico agli occhi della gente?Non credo, anzi le spiego. Noi facciamo una opposizione responsabile a livello nazionale, senza incappare nell’inciucio o nel giustizialismo qualunquistico. Invece a livello locale seguiamo con interesse le varie dinamiche amministrative ed apportiamo il nostro seme politico di uomini moderati, centristi e cattolici alle coalizioni che via via si compongono. Qui a Napoli non c’erano gli estremi per poter costruire un alleanza amministrativa con il Pd. E così abbiamo sposato il progetto politico del Pdl.
Quali sono i suoi punti programmatici?
Io sto portando in giro alcune idee ed alcuni progetti semplici e realizzabili. Innanzitutto la delocalizzazione nella provincia napoletana di alcuni uffici dell’Ente per avvicinare i cittadini alle istituzioni. Poi c’è la questione delle aree produttive nei comuni che compongono il collegio.
Cioè?Partiamo da un punto per volta. Innanzitutto bisogna assolutamente rivedere i Ptcp (Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia n.d.r.). Purtroppo nel redigere l’ultimo piano provinciale non si è tenuto conto delle spinte produttive delle piccole e medie imprese sul nostro territorio. Così ad essere penalizzato è stato il polo tessile di San Giuseppe che ha visto molti suoi imprenditori investire nella vicina Palma Campania. Ma anche Somma ed Ottaviano sono state penalizzate. Inoltre ci sarebbe San Gennarello di Ottaviano che potrebbe divenire l’asse portante per gli snodi commerciali dei tre comuni ammorbidendo, nel rispetto dell’ambiente, i rigidi vincoli.
Alle aree produttive inoltre bisogna aggiungere un serio ed efficace potenziamento infrastrutturale che oggi è assolutamente carente.
Del tipo?Le strade di competenza provinciale devono ridiventare quelle di un paese civile per funzionalità, scorrevolezza e sicurezza.
A proposito di sicurezza. Il terremoto de L’Aquila ha riportato in auge la sicurezza delle strutture pubbliche. A maggior ragione di quelle scolastiche, visto che la competenza è provinciale. In tal senso qual è il suo pensiero?
Mi spenderò affinché la provincia, anche attraverso l’accensione di mutui, costruisca nuovi complessi scolastici ecocompatibili ed antisismici.
Altro punto nell’agenda dei candidati del collegio 41 è quello dello sviluppo turistico di Ottaviano e Somma Vesuviana. A riguardo lei cosa ne pensa?Ottaviano e Somma Vesuviana dovranno porsi seriamente come volano per il rilancio del turismo alle falde del Vesuvio. E questo creando un raccordo funzionale tra beni naturali, artistici ed enogastronomici dell’area. Dall’ Antico Borgo del Casamale alla Villa Augustea, passando per il castello Mediceo che dovrà diventare un luogo d’eccellenza per i visitatori del Parco Vesuvio.
In bocca al lupo.
Crepi

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