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Fiat, dopo l’incontro di Roma gli operai più fiduciosi

venerdì 19 giugno 2009, di Gabriella Bellini


Pomigliano d’Arco. I loro slogan sono diventati famosi, protagonisti della lotta per il lavoro. E lo striscione che li accompagna da mesi era ieri anche fuori Palazzo Chigi: "Pomigliano non si tocca". Lo hanno ribadito gli operai dello stabilimento “Giambattista Vico”, una delegazione dei quali aveva raggiunto il luogo dell’incontro che tanto avevano atteso. Agli striscioni di sempre hanno aggiunto un nuovo slogan che non può far restare indifferenti: “Berlusconi, togli i camorristi ma non la Fiat da Pomigliano”. Non si mai stancati negli ultimi mesi, hanno fatto cortei, manifestazioni, convegni, continuato a tenere viva l’attenzione sullo stabilimento di Pomigliano d’Arco e ieri le prime notizie dell’incontro tra Governo, sindacati, Fiat e Regioni li hanno resi ottimisti. “Mi aspettavo qualcosa di positivo”, dice Gerardo Giannone, operaio Cantiere comunista Fiat, “e posso dire che, a dispetto di chi ha gufato tutto il tempo, qualcosa sta cambiando. Quando sono arrivate le prime notizie dell’incontro romano ci sono stati due aspetti molto positivi: tutti gli operai hanno tirato un sospiro di sollievo e hanno ricominciato a pensare al futuro, e gli stessi operai hanno pensato ai lavoratori di Termini Imerese augurandosi che la trasformazione industriale di quel sito dia continuità occupazionale. Per quanto concerne Pomigliano ritengo che l’assegnazione di una nuova piattaforma che ci consenta di realizzare 2 tipi d’auto sia un risultato soddisfacente, poiché conferma che il sito campano è altamente strategico per il gruppo Fiat. Inoltre, sono convinto che sarà trovata una soluzione adeguata per quanto concerne la Cig ordinaria dalla quale dipende il livello occupazionale della fabbrica”. Le buone notizie però non bastano al “Vico” ci sono problemi imminenti che vanno risolti. “Mi auguro che i 300 operai assunti in apprendistato a Pomigliano”, continua Giannone, “il cui contratto scadrà ad agosto, siano confermati al più presto. Questo sarebbe il segnale definitivo che la svolta c’è ed è concreta. I sette mesi di lotte che hanno visto protagonisti la classe operaia di Pomigliano sono stati determinanti per far capire alla Fiat che la professionalità e la voglia di accettare nuove sfide fanno degli operai pomiglianesi un punto di forza dell’intero gruppo Fiat. Ovviamente fin quanto non vedremo le nuove auto in fabbrica e non avremo il riscontro dei contratti di apprendistato l’attenzione resta altissima. Ma per ora permettetemi di dire che quella di oggi (ieri per chi legge, ndr) è una bella giornata”. Preoccupato per la situazione economica dei lavoratori anche Sebastiano D’Onofrio, rsu della Fiom, il quale sottolinea che "é necessario che il Governo allunghi la cassa integrazione". "In caso contrario”, spiega, “si creerebbero forti problemi, in quanto la Fiat potrebbe anche pensare ad una nuova ristrutturazione, e conseguente ridimensionamento e tagli nello stabilimento pomiglianese". E della produzione parla anche Aniello
Pirozzi, rsu della Fismic: “Auspichiamo che la Fiat assegni a Pomigliano
modelli che garantiscano il livello produttivo e soprattutto quello occupazione. Se così non fosse, nello stabilimento si correrebbe il rischio di tagli”. Ottimista anche Giuseppe Terracciano, segretario generale Fim-Cisl, per il quale "l’incontro svoltosi a Palazzo Chigi, tra Governo, Fiat e sindacato, finalmente ha chiarito dove va lo stabilimento di Pomigliano D’Arco. Non solo non si è parlato di chiusura, ma addirittura delle missioni produttive dello stabilimento per i prossimi anni, e successivamente di una nuova piattaforma per uno o più modelli. Questa affermazione, contenuta anche nel comunicato stampa di Fiat, è un forte segnale di distensione, che va riempito di fatti concreti". "Questa dichiarazione, riaccende la fiducia nel futuro”, conclude, “e pone le premesse per un consolidamento occupazionale e industriale dello stabilimento di Pomigliano, delle famiglie e dei giovani La Fim di Napoli non farà mancare il suo contributo alla realizzazione di quanto dichiarato". Positivi anche i commenti del mondo politico. "Ancora una volta il Governo del fare si schiera al fianco del Mezzogiorno del nostro Paese”, dichiara il deputato del Pdl, Paolo Russo in merito alle anticipazioni del ministro Claudio Scajola dopo il tavolo con il Lingotto che si è tenuto a Palazzo Chigi. “E’
proprio nei momenti di crisi”, ha aggiunto Russo, “che si vede la capacità di una classe dirigente di prendere le parti e di tutelare un progetto industriale che, come quello della Fiat, ha profonde radici storiche e territoriali ma è anche fortemente innovativo ed ambientalmente vantaggioso”. Per Russo le promesse arrivate da Roma sono un incoraggiamento per la fabbrica pomiglianese. “Il contratto di programma garantito per Pomigliano dall’esecutivo nazionale consentirà”, ha affermato, “di non giocare una partita in difesa ma di rilanciare la sfida del lavoro e delle competenze del nostro territorio. Per far questo
occorrerà, ovviamente, che ognuno sia disposto a fare seriamente la propria parte, a cominciare dagli enti locali, dalle maestranze, dai sindacati e dall’azienda. I parlamentari del Pdl della Campania vigileranno affinché, come sempre, ciò che è stato promesso verrà mantenuto e soprattutto onorato in tempi stretti". Mantiene invece i piedi per terra Giuseppe Sarnataro,
presidente della III Commissione regionale. "Le notizie pervenute da Roma”, dice, “circa l’incontro tra Governo, sindacati, Fiat e Regioni dove sono presenti gli stabilimenti dell’industria torinese, inducono ad un cauto ottimismo, specie per ciò che riguarda la Campania". Ottimismo al quale devono seguire interventi concreti. “La conferma della produzione nello stabilimento di Pomigliano fino al 2010, da un lato rappresenta una boccata di ossigeno”, aggiunge Sarnataro, “dall’altro offre uno spazio temporale entro il quale definire una nuova missione industriale per la nostra Regione. Ovviamente, ora più che mai, è indispensabile non abbassare la guardia ed operare con determinazione, ognuno per le proprie competenze, affinché si arrivi al 2010 con un progetto compiuto che fissi gli interventi del Governo centrale, di quello Regionale e della stessa Fiat. Nell’ambito della III Commissione Permanente seguiremo con attenzione la situazione mantenendo un contatto stretto con la Giunta e con le organizzazioni sindacali territoriali pronti a fare la nostra parte ed evitare che l’ipotesi di ridimensionamento di Pomigliano e di Pratola Serra, che finora ha portato a tante preoccupazioni, non si ripresenti e, con essa, non si ripresenti il drammatico rischio di vedere sul lastrico migliaia di lavoratori”. Adesso la speranza a Pomigliano è che gli impegni presi a Roma durante un incontro così importante siano mantenuti, soprattutto dall’azienda e che il mondo politico faccia la sua parte, verifichi dunque che non si perda nessun posto di lavoro.

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