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Sciolto il consiglio comunale di Castello di Cisterna

sabato 4 luglio 2009


Castello di Cisterna. Il Consiglio dei ministri ha deciso di sciogliere il consiglio comunale di Castello di Cisterna nel quale sono state accertate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata. È quanto si legge nella nota di palazzo Chigi trasmessa al termine del Consiglio dei ministri. Di infiltrazioni dei clan aveva parlato alcuni mesi fa il parlamentare del Pdl, Amedeo Laboccetta che aveva sollecitato, il 29 aprile, in un’ interrogazione al ministero degli Interni, lo scioglimento del municipio, ritenendo che la «commissione d’accesso» avesse concluso la sua attività e «tutti gli atti parlano con estrema chiarezza: la malavita locale condiziona pesantemente le scelte dell’amministrazione del piccolo comune partenopeo». In risposta al parlamentare del Pdl un consiglio comunale che si era tenuto il 26 giugno con un unico punto all’ ordine del giorno «Interrogazione parlamentare dell’onorevole Laboccetta». Oggi, venerdì, invece, l’intervento di Palazzo Chigi che manda a casa i consiglieri e apre le porte al commissario prefettizio. Un provvedimento si matrice politica che serve a «screditare l’amministrazione»: è questo il commento del vicesindaco di Castello di Cisterna (Napoli), Clemente Sorrentino, dopo la notizia dello scioglimento deciso dal Consiglio dei ministri per infiltrazioni camorristiche. «Aspettiamo che arrivi il decreto con le motivazioni dello scioglimento, e poi decideremo il da farsi», ha detto. Lo scioglimento arriva a quasi un anno dalla relazione della commissione d’accesso, che si era insediata al Comune nel 2006, ed aveva terminato il proprio lavoro solo a fine 2008. Secondo quanto si è appreso, tra le motivazioni che hanno portato allo scioglimento, ci sarebbero presunte connivenze - per vicende amministrative e interessi di natura edilizia - tra alcuni esponenti della maggioranza e i parenti di due boss della malavita locale. Per Sorrentino il provvedimento è frutto di «azioni politiche tese a screditare l’amministrazione (sindaco e vicesindaco sono stati eletti con una lista civica di area centrosinistra ndr). «Una volta lette le motivazioni del decreto - ha concluso - agiremo di conseguenza, anche con ricorsi e, se necessario, azioni legali con richieste di risarcimenti danni».

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