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Somma Vesuviana, non si placano le polemiche sul nuovo coordinatore del Pd Michele D’Avino

mercoledì 8 luglio 2009


Somma Vesuviana. L’incarico affidato a Michele D’Avino quale nuovo coordinatore del Partito democratico sommese assume ogni giorno di più i contorni del giallo. Giallo che sta rischiando di minare il già precario equilibrio interno del Partito guidato fino a qualche settimana fa dal dimissionario Maurizio De Nino. Ma su cosa verte la diatriba interna tra le varie correnti che si stanno sfidando a colpi di carte bollate e statuti? Il nodo della vicenda sembra essere la modalità con la quale Michele D’Avino ha assunto la carica di Coordinatore del Partito, almeno fino alla prossima stagione congressuale prevista per novembre di quest’anno. Carica che gli è riconosciuta dal fatto che, mancando un accordo tra le parti per la sostituzione di De Nino, risulta essere con i suoi 69 anni il più anziano dell’Assemblea. Ed è questo punto, a cui fa riferimento l’articolo 13 dello statuto regionale del Pd, sul quale si stanno creando le maggiori tensioni. Infatti, stando a quanto espresso da un autorevole fonte interna, evidentemente avversa a questa soluzione di transizione, “La nomina temporanea di Michele D’Avino non ha alcuna legittimità”. E il riferimento è al fatto che, lo stesso D’Avino, sarebbe più che altro un “facente funzioni” e non proprio un Coordinatore nel senso pieno del termine. Inoltre l’altro nodo riguarderebbe la tempistica e il raggio d’azione dello stesso statuto regionale. Infatti secondo alcuni quest’ultimo varrebbe per le cosiddette elezioni di primo livello dei Coordinatori. Ossia quel metodo con il quale il segretario politico, sorretto da una lista, viene nominato in base al maggior numero di preferenze che raccoglie. Mentre invece, ricordiamolo, fino ad oggi i responsabili di circolo sono stati nominati dall’assemblea precedentemente eletta dagli iscritti del Partito. Dall’entourage di D’Avino ostentano sicurezza. Ed anzi rilanciano. “Gli statuti, a differenza dei regolamenti, non sono norme transitorie, ma valgono sempre. Inoltre tutto l’incartamento è stato inviato alla Commissione di Garanzia del Partito la quale giudicherà l’intera vicenda”. Vicenda spinosa la quale, possiamo scommetterci, non è che alle prime puntate.

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