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L’idea: un progetto pilota che viene dall’Africa

Alfano sull’indulto: «Le rassicurazioni non bastano».

venerdì 21 settembre 2007


NAPOLI - «Occorre affrontare il problema in maniera innovativa» ed Emilio Alfano, presidente dell’Api Napoli, ha una proposta per evitare un indulto-bis e lavorare per il recupero dei carcerati.

Dopo i tanti fatti di cronaca, molti dei quali hanno avuto come protagonisti proprio coloro che avevano fruito del beneficio, «le rassicurazioni non bastano, ciò di cui si ha bisogno – ha affermato il presidente dell’Api Napoli, Emilio Alfano - è di interventi che risolvano il problema non temporaneamente ma in maniera stabile. E di più iniziative dentro a un piano organico. Noi proviamo a avanzarne qualcuna. Se ci sono persone che commettono continuamente reati vuol dire che non possono integrarsi nella nostra società. E che devono quindi stare in galera. Una proposta che abbiamo avanzato qualche tempo fa e ora rilanciamo è quello di far lavorare i detenuti dentro al carcere. Costruendo stabilimenti a fianco alle strutture carcerarie. L’idea non è del tutto nuova, poiché ricalca un’esperienza fatta da un imprenditore italiano mio amico, il quale ha comprato in un Paese africano un grande complesso alberghiero che necessitava di lavori di completamento e decorazione. Ha coinvolto la Caritas e le carceri locali. E tutti i lavori, dopo un’apposita formazione sulle modalità di usare il legno, sono stati realizzati dai detenuti. Avviare anche nel nostro Paese un’iniziativa pilota come questa significherebbe guardare al problema delle carceri in maniera innovativa, aprendo la strada ad un ventaglio di nuove possibilità, compresa quella di utilizzare anche in questo settore il project financing. Con un approfondimento e magari una nuova normativa, i privati potrebbero intervenire con fondi propri per costruire sia le carceri nuove, sia anche spazi per la produzione e lo svolgimento di attività lavorative da parte dei detenuti. E per occuparsi della gestione, fatte salve le altre attività lasciate allo Stato. Si ridurrebbero i problemi di sovraffollamento delle carceri. Si restituirebbe dignità a chi sta in galera, attraverso un lavoro utile a sostenere anche la propria famiglia. Si faciliterebbe il reinserimento sociale per quei soggetti che vorranno integrarsi nella società civile e non commettere, una volta fuori, altri reati». L’intervento di Alfano segue le affermazioni di Mastella. Il Ministro è tornato a parlare di indulto e lo ha fatto per ribadire che quella fu una misura eccezionale ed è intenzionato a scongiurare il bis tanto che si sta procedendo alla costruzione di nuove carceri.

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