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In Campania nel 2008, 30mila cervelli in fuga secondo il Rapporto Svimez. Bruscino:"«Un dovere garantire la partecipazione alle nuove generazioni"

mercoledì 22 luglio 2009


NAPOLI – Per garantire la partecipazione dei giovani alla vita politica, amministrativa e associativa più in generale occorre introdurre, un po’ come accaduto per le donne, la “Quota Giovani”.
A proporlo è il presidente dei Giovani Imprenditori dell’Api Napoli, Angelo Bruscino che ha in mente un meccanismo di perfezionamento delle già usate e bistrattate quote rosa.

«Riservare uno spazio di partecipazione alle giovani generazioni è quanto mai doveroso per una serie di motivi –spiega Bruscino-. Innanzitutto perché oggi occorre responsabilizzare le nuove generazioni che domani saranno la classe dirigente. C’è però l’esigenza di immettere linfa nuova, fresca negli ormai obsoleti meccanismi di funzionamento degli apparati».

«La proposta nasce dalla necessità, soprattutto in Campania dove la fuga dei cervelli nel solo 2008 ha portato via 30mila ragazzi, secondo i dati del Rapporto Svimez, dalla mancanza di spazi per i giovani. È, dunque alla luce dei fatti, assolutamente indispensabile dare impulso a qualsiasi iniziativa che riporti la fiducia nei ragazzi per il territorio».

Non semplicemente un ruolo svuotato di funzioni, come per lo più accade, ma piuttosto un premio al merito. Selezionando i talenti veri ed interessati a partecipare.

«Per prima cosa io proporrei, una volta predisposta la Quota Giovane nei partiti, nelle associazioni, nei movimenti, nei sindacati perché no, di raccogliere le manifestazioni d’interesse, anche attraverso i più svariati canali associativi. Per far ciò occorrerà pubblicizzare la disponibilità di un “posto” o di un altro. Raccolte le manifestazioni d’interesse –prosegue Angelo Bruscino- ci siamo innanzitutto garantiti che a partecipare saranno le persone che hanno volontà di impegnarsi, con tutti gli oneri e gli onori che questo comporta. Introdurre una sorta di curriculum ci metterà al riparo da uno dei più perpetrati errori, avere persone non competenti per quel ruolo specifico».

«Eviteremmo due errori fondamentali: che in posti decisionali si trovino persone che non hanno le capacità per quella mansione, e che qualcuno gestisca le quote» precisa il presidente Bruscino.
«So bene che questa posizione tirerà molte critiche, ma ad oggi la partecipazioni giovanile è garantita, quando è garantita, solo attraverso meccanismi contorti che mortificano i giovani più “illuminati”. Mi sono sempre chiesto perché, ad esempio, in tanti paesi europei le quote rosa hanno portato ad una reale parità mentre in Italia ciò è lontano dal divenire».

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