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Un Vulcano in eruzione…con la grinta di Massimo Ranieri

giovedì 23 luglio 2009


E’ sceso nell’Arena delle grandi occasioni con lo stesso entusiasmo che da 40 anni lo accompagna in giro per il mondo, sotto i riflettori dei più importanti teatri e con in sottofondo gli applausi di quanti ormai da anni vivono con le colonne sonore scandite dalla sua voce. Quinto di otto figli, Massimo Ranieri cresce nel rione Pallonetto del borgo di Santa Lucia, zona popolare dell’elegante quartiere napoletano di Chiaia, vivendo in un appartamento composto da un solo vano al 5° piano di un vecchio stabile, e già da piccolo si guadagna da vivere facendo svariati lavori .Nel 1964 viene notato da Gianni Aterrano, il quale, consapevole del suo talento, lo fa diventare spalla di Sergio Bruni e lo fa partire per gli Stati Uniti con il nome d’arte di "Gianni Rock". Con quel nome si esibirà per la prima volta in palcoscenico all’ Academy di Brooklyn, e con lo stesso pseudonimo incide i primi 45 giri per la Zeus, l’etichetta di proprietà dello stesso Aterrano. Ma nel 1966 avviene la svolta che lo porterà a scegliere il nome di Massimo Ranieri,da quel momento colleziona un successo dopo l’altro fino ad arrivare ai suoi ben 40 anni di carriera artistica che festeggia con il suo tour in replica pensato per il secondo anno di seguito «Canto perché non so nuotare…da quarant’anni». Uno spettacolo straordinario che la cittadina dei gigli ha avuto l’onore di ospitare nella grande piazza Mercato del Vulcano Buono di Nola. Per l’occasione il centro commerciale disegnato da Renzo Piano si è trasformato in una suggestiva arena da 3 mila posti a sedere. Una serata di grande musica nel centro servizi progettato e realizzato dal celebre architetto. Dopo il successo di pubblico, riscontrato con il concerto dell’artista emergente Malika Ayane del 3 giugno scorso - biglietti acquistabili tramite il circuito Etes e Tiketone - il Vulcano Buono ha accolto il più amato tra gli artisti partenopei. La voce indimenticabile di «Perdere l’amore» e «O’ surdato ’nammurato» ha incantato gli otre tremila presenti per ben due ore mezzo di spettacolo, insomma che dire, uno spettacolo unico dove musica, tradizione, arte, professionalità e carisma in un mix senza confini hanno regalato un tuffo nella partenopea figura di un uomo che ahimè non passerà mai di moda. Presenti tra le prime file dell’Arena anche il primo cittadino Geremia Biancardi che si è confessato un fans dell’artista.

Serena Ruta

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