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"La Fiat mantenga gli impegni, assuma i 300 operai in apprendistato”

martedì 28 luglio 2009, di Gabriella Bellini


Pomigliano d’Arco. Continua la battaglia della classe operaia pomiglianese e dei sindacati. Finora sono riusciti a far diventare nazionale il caso dello stabilimento Fiat “Giambattista Vico” e ora dopo mesi di cortei, proteste, lettere, hanno deciso di insistere per ottenere la stabilizzazione dei 300 lavoratori assunti con contratto a termine, un contratto che scade alla fine di agosto. “Pochi giorni fa”, spiega Gerardo Giannone, rappresentante Rsu e segretario sezione Fiat, “l’addetto stampa della Fiat dichiarava che gli investimenti sul sito pomiglianese sono propedeutici alla stabilizzazione dell’organico. Questo significa che i 900 milioni di euro messi a disposizioni dalle regioni con stabilimenti Fiat sul loro territorio e i 300 milioni del CIPE stanziati a favore del gruppo fiat auto sono una risorsa della quale il gruppo Fiat non può fare a meno. Per questo motivo chiedo all’amministratore delegato Fiat, Sergio Marchionne, di confermare al più presto, possibilmente entro il 31 luglio, i 300 apprendistato presenti al Vico di Pomigliano. Le risorse regionali e governative sono le tasse degli Italiani, sono le nostre risorse messe a disposizione del bene comune, non vorremmo che queste risorse fossero usate per diminuire il deficit di un azienda e aumentare quello della disoccupazione. La Fiat deve confermare quanto dichiarato di buono su Pomigliano, l’assunzione dei 300 apprendistato ne sarebbe una prova”. Ma non finisce qui, un’altra battaglia importante riguarda la cassa integrazione. “Nei mesi avvenire chiederò con forza il rinnovo della Cig ordinaria da 52 a 104 settimane”, aggiunge Giannone, “nei prossimi mesi sarò pronto ad un confronto serrato ma leale per il rilancio di Pomigliano il quale passi attraverso il polo logistico di Nola.
La classe operaia di Pomigliano ha scritto un pezzo di storia negli ultimi mesi, tutti i giornali nazionali ed esteri hanno parlato di noi, la nostra voglia di continuare a produrre auto è stata più forte di ogni maligno pensiero avverso alla nostra causa principale, cioè, lavorare per sentirsi degni di esistere, ed esistere per sentirsi degni di poter lavorare. Adesso al Governo il compito di esercitare il suo dovere, cioè di decretare l’allungamento della CIG e di chiedere il resoconto dei soldi dati”.

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