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Il sindaco Pone: "Chiarirò le mie dimissioni, per ora un pò di pazienza”

venerdì 7 agosto 2009, di Gabriella Bellini


Sant’Anastasia. “Si capirà con il tempo, ora i miei elettori non mi chiedono spiegazioni”. Risponde così freddo e disinteressato il sindaco di Sant’Anastasia, Carmine Pone quando gli si chiede se intende spiegare le ragioni che lo hanno spinto a ritirare le dimissioni. E’ trascorsa ormai una settimana da quando il leader del centrodestra ha deciso di ritornare sui suoi passi e restare al suo posto sullo scranno più alto di palazzo Siano. Ma negli ultimi sette giorni si è chiuso nel silenzio e non ha fornito spiegazioni, eppure le parole che avevano preceduto le sue dimissioni erano state “ di fuoco”. “Mi sono dimesso perchè è accaduto un fatto increscioso”, aveva detto. Un fatto increscioso che aveva riguardato, l’ormai ex assessore, Pasquale Miniero. Anche il consigliere del Pdl, Alfonso Gifuni, portavoce degli altri due esponenti del centrodestra Vittorio Piccolo e Vincenzo Ceriello, aveva chiesto dalle pagine del nostro giornale, di fare luce su quanto fosse accaduto negli ultimi giorni. Richieste che arrivano anche dai cittadini comuni, oltre che dalla minoranza, in questo senso si sono espressi il segretario cittadino del Pd , Rosaria Esposito e il presidente dell’Udeur, Giacomo Gammella. Ma per il sindaco non c’è niente da chiarire. “Loro sentono questa esigenza io no”, ha aggiunto Pone, “Tutti devono avere un pò di pazienza, io ne ho avuta tanta in questi mesi. I miei elettori per ora hanno fiducia in me e tutto si chiarirà a tempo debito”. Insomma per ora Pone non intende spiegare cosa lo abbia convinto a ritrattare le sue stesse parole. Al momento delle dimissioni aveva detto: “Non vedo margini di recupero, non è possibile che un sindaco debba operare sotto tutela”. E aveva aggiunto: “Finora non c’erano stati segnali concreti di questa situazione per giustificare una decisione così forte come le mie dimissioni, ora non posso sorvolare. Si è dimostrato quello che dicevo, che la crisi era dettata da una questione di potere e interessi di bottega. Cosa che avevo già denunciato per evitare che certe logiche prendessero corpo e poi prevalessero. Io non ho voluto contaminazioni per il mio progetto, altrimenti saremmo andati avanti. Invece hanno utilizzato la giunta come grimaldello per stravolgere il mio progetto amministrativo, ma la gente ha votato me non potevo venire meno ai miei impegni”. Parole dure che, come ha detto il sindaco, saranno chiarite a tempo debito, difficile però capire quale sia.

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