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Sant’Anastasia, "L’unica soluzione è tornare al voto"

sabato 8 agosto 2009


Sant’Anastasia. Da Felice Mafellotto, di SOCIETA’& COMUNITA’
circolo d’impegno civico riceviamo una lettera che pubblichiamo.

Egregia direttrice,
nel complimentarmi per la puntualità dell’informazione, mi pregio evidenziare l’assoluta pacatezza e neutralità manifestata sulle ultime rese note e provenienti da Sant’Anastasia.
Per quanto verificatosi sino a oggi, da cittadino anastasiano, senza commentare gli eventi e, al di là di quanto è stato praticato per legge circa il ritiro delle dimissioni del sindaco, ritengo che l’unica soluzione praticabile è quella di andare alle elezioni.
D’altronde, chi meglio del cittadino - elettore può decidere?
La situazione politica - amministrativa si presenta irreversibile e ogni riflessione, legittima o no, è mera rappresentazione del superfluo; perciò, ribadisco, l’unica chance è dettata dal principio fondamentale dalla democrazia: " il diritto al voto ".
D’altronde che significato può assumere il ritiro delle dimissioni del sindaco, quando la situazione politica si presenta deteriorata al punto tale da non poter essere ricostruita?
Ogni interrogativo deve essere valutato in riferimento alla possibilità di scegliere tra l’essere e l’apparire.
Non si tratta di dare risposta a un dubbio ma, piuttosto, dare certezza o, forse meglio, contezza del proprio ruolo, quale logica conseguenza di un risultato elettorale che ha comportato la rappresentanza istituzionale di una comunità.
La scelta consiste nel decidere se: essere il sindaco eletto e voluto dal popolo oppure apparire l’uomo che svolge la funzione di mera rappresentanza della comunità anastasiana, perchè politicamente dipendente da duumvirati o triumvirati?
Sant’Anastasia ha bisogno di un’azione politica - amministrativa capace di catalizzare tutte le energie disponibili di cui gli anastasiani dispongono, da rivalutare attraverso un percorso critico di verifica dell’attuale, da rapportare al fiorente passato col fine superiore di poter determinare il futuro.
Perciò domando: quanto posto in essere dall’attuale governo cittadino, dai soloni della politica anastasiana, è idoneo a dare soddisfazione alle legittime, aspettative degli anastasiani?
Appare ovvio evidenziare, che gli anastasiani non credono alla regola del campo indiano dove il totem è posto a garantire il responso degli spiriti notturni ma, piuttosto, si domandano se il destino, cinico e baro si è accanito contro di loro o, piuttosto, ogni cosa, è opera del diavolo (?!).
Sono convinto che, per dare soluzione ai molteplici problemi della nostra comunità, non c’è bisogno dell’intervento di chi ha svelato il mistero del quinto postulato di Euclide ma, piuttosto, della condivisione della pratica cristiana consistente “ nell’agire per il bene comune “; perciò si pone d’obbligo l’ulteriore interrogativo: gli anastasiani, sono pronti a realizzare questo momento?
E, può condurci a una riflessione quanto scritto da Papa Benedetto XVI nell’enciclica “ Caritas in veritate “ “Oggi il quadro dello sviluppo è policentrico. Gli attori e le cause sia del sottosviluppo sia dello sviluppo sono molteplici, le colpe e i meriti sono differenziati. Questo dato dovrebbe spingere a liberarsi dalle ideologie, che semplificano in modo spesso artificioso la realtà, e indurre a esaminare con obiettività lo spessore umano dei problemi.”.

E può soccorrerci il “ Canto della Speranza “.
tratto da Figure “ Il colore delle emozioni “ Ed. Terra di Mezzo, maggio 2009, prof. Luigi De Simone)

Fratelli che abitate l’aria,
gorgoglio di sorgente,
il vostro canto
fa festa al nuovo giorno.
Ecco la carovana delle colline,
scure come nuvole basse
o elefanti in processione,
e dietro, incendio rosso di lava
arrossa
la grande tunica che s’allunga nel cielo.
O annuncio sempre veritiero!
O luce che ritorni a rischiarare
le nostre case!
Lucicchio di specchi in lontananza,
essere e cose dal nulla evocati.
La terra s’inaridisce
sotto la fila di pini malaticci,
colonne contorte di fumo,
un gufo sulle macerie del vecchio castello.
Dio mio,
come siamo arrivati
a tutto questo…
Se nemmeno più nelle famiglie
c’è amore,
se falso è il sorriso
sulla bocca degli amici,
come potrà rifiorire il ciliegio,
come torneremo a mangiare
il pallido frutto rosa?
O speranza che sempre ti rinnovi,
un giorno ci affacceremo
sulla valle fiorita
della promessa compiuta,
e quello che amiamo
non ci sarà strappato.

Messaggi

  • Si l’unica soluzione è tornare al voto alla scadenza naturale dell’Amministrazione che noi abbiamo eletto.
    Altre soluzioni, del che ve ne pare, danneggiano solo la città facendola arretrare rispetto alle altre. Basta guardare le statistiche dei comuni commissariati e scoprite delle belle. Tributi elevatissimi, contenimento della spesa su servizi essenziali etc. etc. 1000 volte meglio l’Amministrazione Pone che il commissariamento.
    Gennaro

  • Ormai c’’è una forte nascita di comitati e associazioni che in nome della democrazia, del bene comune si sentono in diritto di dare un contributo alla vita politica-amministrativa di Sant’anastasia.
    ma dove sono stati fino ad ora queste associazioni, questi comitati??, alcuni personaggi che girano attorno a queste realtà sono anche stati candidati per il centro destra alle scorse amministrative, come nel caso del Sig. Manfellotto Felice, candidato con Alleanza Nazionale e subito dopo le elezioni passato con La Destra di Storace, ecco perchè non capisco il presentarsi sotto segni, simboli diversi, sembra che si vuole creare confusione tra i cittadini, tra gli elettori. In ogni caso non c’è nulla di male nel creare comitati e/o associazioni vicine ai partiti però non vorrei che il giorno delle elezioni ci saranno presentate liste che prendono vita da associazioni e/o comitati perchè questo vorrebbe dire che la nascita di questi è solo uno strumento per coprire posizoi o garantire candidature.
    Nella speranza che Sant’anastasia abbia un futuro sempre più roseo e che il cento/destra ritrovi quell’unitarietà perduta
    distinti saluti
    Luigi

    • Egregio sig. Luigi,
      noto che mi conosce bene e la ringrazio per l’attenzione riservatami.
      La lettera, da me, inviata alla Provincia online ha un contenuto meramente interrogativo e riflessivo sulle ultime vicende politiche-amministrative di Sant’Anastasia e che, comunque, non tratta della mia persona alla quale - piuttosto - mi sembra interessato.
      Per quanto lei sostiene, dimentica o, forse, non ne è a conoscenza, che sono stato il fondatore unitamente al prof. Luigi de Simone,Ciro Rivellini ed altri anastasiani, del circolo d’impegno civico Società&Comunità sin dall’anno 2001; pertanto la sua, per quanto mi riguarda, è una supposizione che non m’investe.
      Il circolo d’impegno civico Società&Comunità ha prodotto nel tempo una serie di attività quali: la richiesta del referundum consultivo sul "Project financing", il libro scritto dal prof. Luigi de Simone sulla statua di San Domenico di Guzman (situata nel convento dei PP.Domenicani di Madonna dell’Arco),la manifestazione di canto popolare tenutasi lo scorso anno in piazza Madonna dell’Arco con l’artista Marcello Colasurdo e vari pubblici dibattiti sulle problematiche della nostra comunità.
      Quindi,per sua scienza,Società&Comunità non nasce oggi.
      La mia riflessione si riferisce a momenti diversi da quanto lei assume.
      Cosa dire.Che c’azzecca!
      Se le può essere utile,informo che non conosco steccati,quello che conta è il valore delle idee e se queste promanano, anche al di fuori dei partiti politici, da associazioni e/o comitati civici, ben vengano.

      Cordiali saluti
      Felice Manfellotto

      p.s.:se è interessato può aderire al Circolo d’impegno civico Società&Comunità.

    • Caro Manfellotto, purtroppo o per fortuna io non la conosco se non per la sua partecipazione alla campagna elettorale di Sant’Anastasia. Rguardo l’assiciazione di cui lei fa parte non ricordo però una grossa attività negli ultimi tempi. Il messaggio precedente poi non era rivolto solo a lei ma tutti quelli che nel periodo di crisi dell’amministrazione Pone non si sono fatti pregare nel rispolverare associazioni dormienti o addirittura crearne di nuove. Il mio intento e semplicemente quello di far capire a tutti i comitati ed a tutte le associazioni che vogliono occupparsi di politica locale che i cittadini-elettori non sono stupidi,che riescono a capire a cosa servono questi movimenti per cui che non ci vengano a parlare di rinnovamento, di nuove idee, sopratutto alla luce di quello che lei ha scritto, elecando personaggi politici anastasiani, che non rappresentano di certo la discontinuità.

      Rigurdo il suo invito a prendere parte alla associazione preferisco che si impegnino i giovani,in autonomia, senza i condizionamenti di Noi adulti.

      Sig. Luigi

    • Egregio sig. Luigi,
      in considerazione del suo dire “purtroppo o per fortuna io non la conosco...” mi pregio evidenziare che lei mi appare, molto,ma molto, interessato alla mia persona tant’è domando:perchè?
      Di quale campagna elettorale parla?
      Domando, altresì, perchè non argomenta su quanto ho sostenuto con l’articolo pubblicato?.
      E,se non mi conosce, perchè usa quel "Caro Manfellotto" che non si presenta in sintonia con l’insieme di quanto scrive?
      Perchè, al mio pari, non si rende identificabile, di modo che la discussione diventi,per tutti, più trasparente?
      Una identificabilità reciproca che non può essere disattesa; cosa ne pensa?
      Grazie e cordiali saluti
      Felice Manfellotto.
      Post scriptum: sig. Luigi, presti attenzione alla tastiera che non riporta correttamente quanto digitato (e congiunzione anzichè voce del verbo essere e qualche doppia di troppo).

  • caro manfellotto le voglio ricordare che lei ha avuto molta visibilità solo quando ha aderito al partito della destra perciò non conti su quelle persone che pur facendo parte del circolo non l’hanno mai votata.

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