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Somma Vesuviana, proteste per l’invasione delle mosche

venerdì 18 settembre 2009


Somma Vesuviana. Un ronzio si aggira inafferrabile al Rione Trieste di Somma Vesuviana: è quello delle mosche che da alcune settimane infestano il popoloso quartiere sommese. A far venire a galla l’endemico problema, che alcuni residenti definiscono “vera e propria emergenza sanitaria che si protrae sul territorio da anni”, un nutrito gruppo cittadini riunitisi, nella mattinata di ieri davanti alla chiesa di Santa Maria di Costantinopoli. “Siamo qui per protestare contro questo stato di cose” hanno precisato alcuni di loro. “E’ incredibile” fa sapere Luigi Fiorillo, residente del posto “che nei mesi caldi dell’anno dobbiamo combattere quotidianamente con le mosche”. Ma quali potrebbero essere le cause dell’anomala invasione di questi insetti? In molti a Rione Trieste puntano il dito contro la polleria che si trova proprio alle spalle della chiesa. Ed è proprio davanti ai cancelli della struttura, che opera da decenni a Somma Vesuviana, che si è spostato il piccolo corteo di persone. “Non abbiamo niente contro la polleria” hanno fatto sapere i componenti del sit-in, “ma vogliamo sapere se l’azienda opera in un regime sanitario compatibile con quello dei residenti”.Al corteo di protesta si è unito anche il vicesindaco di Somma Vesuviana Francesco Giordano. “In verità sono qui per rassicurare i cittadini. L’amministrazione è vicina alle loro esigenze e alle loro problematiche. Oltretutto” ha aggiunto il giovanissimo amministratore “essendo residente avverto anche io il problema che anni attanaglia questi luoghi”. La polleria è stata, dopo le segnalazioni dei cittadini, immediatamente verificata. Sono infatti intervenuti sia i carabinieri della locale stazione,agli ordini del maresciallo Raimondo Semprevivo, che l’Asl, l’Arpac e l’ufficio tecnico sommese. Il tutto per capire se se l’azienda rispettasse i criteri igienico sanitari. Ebbene, nel primi pomeriggio sono arrivati i primi risultati che confermerebbero la voce circolata in mattinata: la polleria in questione ha tutte le carte in regola per poter operare. Unico requisito che mancherebbe è il certificato per le immissioni in atmosfera, già richiesto tempo fa, ma incagliatosi tra le maglie della pachidermica burocrazia regionale. Intanto a Nola, sempre in merito a disagi di carattere igienico, c’è da registrare all’appello ad Asl ed Arpac dell’assessore all’ambiente Giuseppe Esposito per le esalazioni maleodoranti che da giorni infestano l’area industriale tra Polvica e la città bruniana.

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