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Serie A, il Napoli vince, ma non convince

martedì 29 settembre 2009, di Domenico Paradiso


Doveva essere la partita della svolta, ma al San Paolo il Napoli batte il Siena 2 a 1 non convincendo né i tifosi né il presidente De Laurentis.
Donadoni deve rinunciare agli infortunati Campagnaro e Santacroce e presenta una linea difensiva formata da Cannavaro,Contini ed Aronica; torna Datolo a sinistra dopo la tribuna di Milano e Cigarini a centrocampo supportato da Gargano,Hamsik e Maggio a destra, ed il solito attacco Lavezzi,Quagliarella.
La prima frazione di gioco presenta poche azioni di rilievo con un Napoli statico ed un Siena che sembra essere venuto a giocare con la prospettiva del pareggio.
Alla mezz’ora il Napoli reclama un rigore per fallo di Calaiò su Maggio. Le immagini della moviola danno ragione agli azzurri ma l’arbitro Valeri lascia correre tra le proteste dei partenopei. Al 41’ la prima vera occasione della partita per gli azzurri. Datolo crossa dalla sinistra, non ci arrivano per un soffio sia Lavezzi che Quagliarella ma la palla finisce sui piedi di Maggio che calcia a botta sicura una conclusione salvata sulla linea. Il primo tempo si conclude sullo 0 a 0 tra i fischi dei tifosi azzurri.
Nella seconda frazione di gioco il Napoli trova subito il vantaggio. Al 49’ spiovente dalla sinistra per Datolo che colpisce di testa mettendo al centro per Hamsik che insacca alle spalle del non incolpevole Curci. Ed è 1 a 0 tra le proteste dei senesi che chiedevano il fallo di Datolo su Vergassola. Il Siena non ci sta ed al 56’ trova subito il pareggio con Maccarone che dopo una bella azione partita da Vergassola indirizza un tiro nell’angolino in basso a destra mettendo in rete il gol dell’ 1 a1. Il Napoli si riporta in attacco ed al 64’ viene premiato con un calcio di rigore per fallo di mano di Brandao. Sul dischetto si porta Hamsik il quale si vede respingere il pallone da Curci ma sulla respinta mette il pallone in rete di destro e riporta il Napoli in vantaggio.
La squadra di Giampaolo cerca la rete del pareggio e nel finale gioca addirittura a 4 punte dopo l’inserimento di Calaiò,Reginaldo e Paolucci che cercano di aiutare Maccarone che impegna ancora severamente De Sanctis. Il tempo scorre e la partita si chiude sul 2 a 1 per il Napoli.
Il Napoli riesce a portare a casa i tre punti che cercava per ridare fiducia ed alzare il morale della squadra ma a fine partita dagli spogliatoi arrivano notizie sconfortanti per l’ambiente napoletano.
Il Diggì Marino viene congedato dal presidente De Laurentis in diretta su SKY . ‘’Lo ringrazio per il lavoro svolto in questi cinque anni e ora come accade nei film lo saluto’’. Alla base della cacciata pubblica ci sarebbe stata la volontà, non accompagnata da risultati soddisfacenti, del diggì di avocare a se sia le funzioni di dirigente sportivo che quelle di direttore tecnico.Marino aveva lasciato il San Paolo a fine primo tempo dopo le dichiarazioni di De Laurentis nel prepartita in cui diceva:’’In cinque anni abbiamo preso giocatori a cifre fuori mercato che poi non riusciamo a piazzare,c’è gelosia per eventuali altri direttori sportivi e non ci si vuole creare una nostra rete di osservatori nel mondo”.Su Donadoni dice:’’Lasciatelo lavorare in pace’’ ma sono in molti a pensare che domenica contro la Roma sarà un’altra prova del nove per l’ex commissario tecnico che in caso di sconfitta sarebbe seriamente in pericolo di esonero dopo le parole del Presidente:’’La squadra sarà ripartita entro il 7 ottobre prima della partenza per gli Stati Uniti con una nuova struttura societaria con o senza Donadoni’’.
Per quanto riguarda i nomi dei successori di Marino trapelano voci su Zanzi che assumerebbe il ruolo organizzativo di direttore generale e di Gerolin come direttore sportivo,mentre nel caso dovesse saltare Donadoni i primi nomi sono sempre quelli di Delio Rossi,Mazzarri, Luciano Spalletti e Roberto Mancini, sogno proibito visto l’ingaggio, del vulcanico De Laurentis.

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